BOLZANO. Thomas Widmann è il vice-Obmann della Svp e l'assessore provinciale all'industria, all'artigianato, al commercio, ai trasporti e al personale. L'appello del presidente di Assoimprenditori Stefan Pan («la Provincia deve diventare più snella, ridurre la spesa per personale e sanità e aumentare quella per l'innovazione») lo trova pienamente d'accordo. «Pan ha ragione, io lo sostengo da tempo che così non si può andare avanti».
Così come?
«Con un bilancio ingessato per colpa dei costi fissi. Se vogliamo risanare le nostre finanze in questo periodo di risorse in calo, è chiaro che l'unica strada possibile è quella di intervenire sui costi fissi e sulle spese maggiori».
Sanità e personale...
«Le riforme sono inevitabili e vanno fatte in fretta. Alla sanità ci sta pensando il mio collega Richard Theiner, mentre io sono stato incaricato dalla giunta di riorganizzare il personale».
Tagli in vista?
«I dipendenti della pubblica amministrazione in Alto Adige sono 41.188. Una struttura di questo tipo in futuro non si potrà più sopportare dal punto di vista finanziario. Dobbiamo fare qualcosa, altrimenti è inutile anche metterci a discutere: lasciamo le cose come stanno e fermiamoci, perché tanto le spese fisse ci mangiano più della metà del bilancio... Ma non è certo così che l'Alto Adige continuerà a crescere».
Come allora?
«Le riforme vanno fatte subito. Non dico che bisogna cambiare tutto dall'oggi al domani, ma oggi bisogna iniziare a programmare. Faccio un esempio concreto: non intendiamo licenziare nessuno, ma il personale amministrativo in futuro dovrà essere ridotto, ad esempio non sostituendo chi va in pensione».
Qual è l'obiettivo?
«Non ha senso dire un numero a caso. Però dobbiamo arrivare a un sistema che ci permetta non solo di mantenere invariati i costi del personale, ma di ridurli almeno nella misura in cui si riduce l'intero bilancio provinciale».
Ridurre la spesa per personale e sanità politicamente è un rischio...
«Se vogliamo fare i politici in modo serio, allora dobbiamo pensare a programmare a lungo termine e non a quello che può essere più vantaggioso in questo momento a livello personale».
Con le riforme si riducono i costi fissi. E gli investimenti?
«Bisogna fare come la Germania: il futuro è l'innovazione. La Merkel ha deciso che l'unica voce in aumento del bilancio tedesco è quella relativa a ricerca e sviluppo. Da noi invece per l'innovazione ci sono solo le briciole. Sono da poco tornato da Stoccolma, dove ho visitato la Ericsson. Sapete quanto spendono alla Ericsson per la ricerca? Quattro miliardi, il 16% del fatturato. Con meno soldi, dicono, non riuscirebbero a sopravvivere sul mercato. Lo stesso vale per le nostre aziende migliori: senza gli investimenti in marketing o ricerca, molte di loro sparirebbero dal mercato globale. È per questo che innovazione e formazione vanno messe al centro della nostra politica».

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