BOLZANO. Addio liberalizzazioni delle aperture commerciali in Alto Adige. In sintesi: addio megastore. Restano invece in vigore le liberalizzazioni sugli orari. Con la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale entrerà in vigore la conversione in legge del decreto del fare, approvato in via definitiva il 9 agosto. La Svp ha ottenuto a tempo di record, grazie al via libera del governo Letta, un doppio successo: stop alle liberalizzazioni e deroga al limite minimo di dieci metri tra edifici. Tra le conseguenze annunciate più eclatanti ci dovrebbe essere lo stop al progetto di megastore dell’Aspiag in via Buozzi. Ne è convinto l’assessore Thomas Widmann: «Resta valida e viene ora rafforzata la legge provinciale, con i vincoli al commercio nel verde agricolo e nelle zone produttive. In quelle aree non ci potranno essere altri megastore». L’Aspiag mira a realizzare in via Buozzi 120 negozi su 65 mila metri quadrati di superficie. È aperto davanti al Tar il contenzioso con il comune sulle licenze e Widmann commenta: «Ci saranno verifiche legali, ma non credo che ci siano dubbi sul divieto di insediamento».

Alla Svp la definiscono una azione in stile «commando», quella che in pochi giorni ha portato all’inserimento dei due emendamenti nel testo di conversione del decreto del fare. Ieri si sono presentati per rivendicare il successo l’assessore Widmann e i parlamentari della Svp Karl Zeller, Hans Berger e Daniel Alfreider. Citati anche i colleghi assenti Plangger, Schullian, Gebhard, Francesco Palermo e i trentini. Il leit motiv, all’avvio della campagna elettorale, è: «Ecco il risultato di un serrato lavoro di squadra tra giunta provinciale, deputati e senatori». Un punto a favore di Widmann, impegnato in questi giorni in una dirompente polemica con Dieter Steger, direttore dell’Unione commercio e candidato Svp, che punta a strappare a Widmann l’incarico di assessore all’Economia. «Dobbiamo lavorare in squadra, non condurre guerre interne. Il successo di questa legge è frutto di quasi due anni di pressing su Roma, che ha visto protagonisti parlamentari e giunta provinciale», sottolinea Widmann. La chiave di volta è questo passaggio nella conversione in legge del decreto: è garantita «per le Regioni e gli enti locali la possibilità di prevedere anche aree interdette agli esercizi commerciali, ovvero limitazioni ad aree dove possano insediarsi attività produttive e commerciali». Sottolineano i parlamentari: «Il testo iniziale dell’emendamento era effettivamente ritagliato su misura dell’Alto Adige e di Aosta, prevedendo un riferimento alla percentuale di territorio montano. La versione definitiva è invece applicabile a tutte le regioni, che desiderino porre un freno al proliferare di centri commerciali».

Il decreto del fare rafforza la legge provinciale n.3 del 9 marzo, che poneva paletti al commerci nel verde agricolo e nelle zone produttive. La legge è stata impugnata dalla Corte costituzionale, ma secondo Widmann il decreto del fare dovrebbe comportare il ritiro dell’impugnativa. «Consideriamo archiviato il capitolo delle liberalizzazioni introdotte dal governo Monti. Così si può salvare la struttura delle piccole attività commerciali». Nei prossimi mesi la Provincia elaborerà un regolamento che specificherà gli ambii di intervento dei Comuni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA