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EGNA. In casa Würth si sta trattando con i dipendenti - o meglio una parte di essi - per prolungare di un anno la riduzione del 4% dello stipendio ma anche dell’orario di lavoro. Finora (per tre anni) c’era stato un accordo con i sindacati, mentre adesso la trattativa si è spostata su base volontaria e sono coinvolti a pieno titolo anche dirigenti e manager. Il dato positivo per l'azienda è che il fatturato, anche quello del 2016, è in crescita e si attesta attorno a 412 milioni di euro. L'aumento rispetto all'anno precedente è stato dell’11 per cento.
Nel corso delle ultime settimane ci sono stati diversi incontri con i sindacati, ma non tutte le sigle sono parse in sintonia con le scelte aziendali. E lo stesso vale anche per i lavoratori: una parte sembra essere disposta a fare questo ulteriore sacrificio, in attesa che il mercato si riprenda a livello nazionale, mentre altri vorrebbero proseguire con lo stipendio pieno, come avviene dal primo gennaio, quando è scaduta l'intesa. Una situazione, dunque, in costante evoluzione, come conferma la stessa azienda.
«Da gennaio 2017 tutti i collaboratori operativi sono tornati nuovamente al 100 per cento - spiega Würth - e questo alla luce dei risultati aziendali molto positivi ottenuti negli ultimi due anni, risultati che proseguono anche e nel primo bimestre 2017, con una crescita del fatturato che si riconferma a doppia cifra. È però importante continuare a mantenere una grande attenzione sui costi, per tutto l’esercizio 2017. L’azienda ha concordato su base individuale con i dirigenti, il management e con alcune altre figure professionali similari una riduzione su base volontaria degli emolumenti del 4 per cento. Da marzo 2017 e fino al 31 dicembre 2017 saranno coinvolti per la sede di Egna circa 140 lavoratori e circa 390 su scala nazionale dei circa 3.150 collaboratori di Würth».
L’azienda di Egna resta in ogni caso più che ottimista sul futuro.
«Gli investimenti e l’innovazione che Würth negli ultimi anni ha sviluppato per migliorare il servizio alla propria clientela, come ad esempio l’apertura di nuovi punti vendita in Italia, l’inserimento di nuovi venditori, una nuova piattaforma e-commerce con molti servizi ad hoc e tanti altri ancora, stanno contribuendo positivamente alla crescita e allo sviluppo dell’azienda».
Sulla questione, almeno per ora, non hanno voluto prendere posizione i sindacati, che hanno cercato negli ultimi mesi di trovare un accordo complessivo, che a questo punto rischia di saltare. Per ora si va, dunque, verso un’intesa su base volontaria. E non sembrano più esserci i presupposti per un contratto di solidarietà.
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