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MERANO. Quattro anni fa sdoganò l'accesso del centrodestra nella maggioranza di governo della città al fianco della Svp, lasciando praticamente fuori dalla porta quel Pd che fino al 2010 era stato partner di governo. Nerio Zaccaria, assessore al bilancio e protagonista di quella svolta assieme al collega assessore Carmelo Genovese, per la prima volta si avvicina a un appuntamento elettorale, quello delle elezioni comunali 2015, dai banchi della giunta.
Assessore Zaccaria, cosa avete dimostrato?
«Che anche i partiti di centro destra sanno essere costruttivi, sanno assumersi responsabilità e sanno guardare alla città in maniera positiva. Non siamo il diavolo e la Svp l'acqua santa, tanto per intenderci. Siamo e restiamo una lista civica che lavora sul concreto senza ideologie preconcette».
La Svp è diventata un partner con cui si può parlare, fino al 2010 non lo era?
«Noi stavamo all'opposizione, era diverso. Abbiamo ancora idee differenti ma c'è apertura per discuterle assieme. Quando lavori in una squadra a volte si mandano giù bocconi amari, a volte però la cattiva digestione colpisce altri. Si ragiona sui progetti, non sulle sigle di chi li propone. Da dentro la coalizione le cose si conoscono meglio e si comprendono certe situazioni».
A Merano un 30% degli elettori vota a destra, pare che ci saranno 7 partiti in lizza. Cercherete alleanze?
«E' un po' prematuro parlarne, ma lo faremo con chi è disposto a ragionare sullo sviluppo di Merano. Chi vuole restare per partito preso all'opposizione e gridare al lupo, meglio che resti lì».
Eppure l'appuntamento con l'urna per i partiti è un tipico momento di divisione...
«Certi progetti dovrebbero invece unire».
Con chi cercherete un'intesa preelettorale?
«Penso sia ovvio partire con i partner con i quali abbiamo lavorato dal 2010 a oggi, ma non metto veti a priori».
Carmelo Genovese sarà della partita?
«Non sarà in prima linea, ha deciso di non ricandidare. Ma sarà sicuramente al nostro fianco».
In questa legislatura cosa è riuscito a realizzare tipicamente di destra?
«Penso alle tariffe e alla politica di contenimento dei costi. In 5 anni le abbiamo aumentate solo del 3%. Abbiamo eliminato alcuni sprechi comunali e abbiamo introdotto un cambio di mentalità in alcune ripartizioni. Penso ai 50 mila euro di pubblicità radiofonica, ai parcheggi per dirigenti e assessori dimezzati alla cantina sociale di Lagundo, alla riduzione di qualche centinaio di migliaia di euro degli straordinari dei dipendenti comunali».
Certo che lei è arrivato al momento sbagliato. L'assessore al bilancio in passato era quello che elargiva, oggi è quello che taglia.
«E non sa quanto sia difficile»
Di cosa ha bisogno Merano in futuro?
«Non di grandi investimenti, come qualcuno sostiene. Merano ha bisogno di tranquillità e sicurezza. Servono più vigili urbani, o meglio serve liberare forze centralizzando servizi amministrativi, che ad esempio potrebbe assumere il Burgraviato. Più vigili sulla strada e meno in ufficio».
Lei invoca la sicurezza, tipico argomento di destra.
«Ma che argomento di destra, è una richiesta che cresce tra i cittadini. Io sono anche per potenziare il servizio di videosorveglianza».
Oltre alla sicurezza?
«Io in Comune vedo tre criticità principali. Va potenziata la polizia municipale, si deve investire di più e ripensare l'ufficio tecnico e l'ufficio tributi»
Nuove assunzioni, quindi?
«Non per forza, certi servizi di possono accorpare e ridisegnare, liberando personale».
Con Günther Januth che non ricandida e l'Svp litigiosa al suo interno il 2015 potrebbe essere l'occasione per avere di nuovo un sindaco italiano.
«Italiano o tedesco basta che sia capace».
È proponibile l'asse Alleanza-Civica-Pd?
«A sentire la segretaria del Pd ci sono poche prospettive. Basterebbe mettere da parte le ideologie. L'incertezza non la vedo solo a destra, ma anche a sinistra».
E i Verdi?
«Se sono quelli che ho conosciuto quando anch'io ero all'opposizione credo sarà molto difficile condividere progetti per la città».
Con lei si parla spesso di bilanci e risparmi. Cosa ne pensa invece della viabilità?
«Il secondo lotto della circonvallazione resta necessario. Dall'opposizione abbiamo votato per realizzarlo. Serve più impegno per il parcheggio alla stazione».
Il tavolo, insomma, è più che mai aperto, sia dal punto di vista politico sia da quello strettamente concreto delle misure. Partire dall’opposizione per entrare in giunta e provare a incidere direttamente dall’interno: il percorso della scorsa legislatura sembra aver segnato una traccia e una svolta difficilmente abbandonabile. La sfida è iniziata.


