BOLZANO. La procura generale ha chiesto l'annullamento della sentenza con cui la corte d'assise d'appello ha assolto dall'accusa di omicidio volontario premeditato David Zanol, il giovane di Salorno accusato di aver ucciso la madre in un incidente stradale provocato. Ieri il caso, molto complesso, è stato trattato in corte di Cassazione sulla base del ricorso a suo tempo depositato dalla Procura di Bolzano.

In entrambi i processi di merito la pubblica accusa aveva infatti chiesto la condanna dell'imputato all'ergastolo ritenendo che il quadro indiziario complessivo a carico di David Zanol fosse sufficiente a ritenere provato che l'incidente in cui perse la vita Maria Zanol (la sera del 10 settembre 2006) fosse stato provocato ad hoc. Il giovane (che non ha mai deposto davanti ai giudici) tramite i suoi legali (Beniamino Migliucci e Paolo Fava) si è sempre dichiarato innocente. Sia in primo che in secondo grado David Zanon venne assolto dall'accusa di omicidio volontario e condannato per omicidio colposo.

La Procura, però, ritiene che dagli atti si evince il progetto omicida dell'imputato. Ieri davanti alla prima sezione della Corte di Cassazione, la Procura generale ha sposato in pieno le tesi dei pubblici ministeri bolzanini e della parte civile (in rappresentanza della compagnia di assicurazione che si oppone alla liquidazione del premio di 500 mila euro). L'intervento del procuratore generale è stato insolitamente lungo (per un giudizio in Cassazione) a dimostrazione che il caso si presenta complesso e deve essere valutato attentamente.

La Procura ha innanzitutto sottolineato come gli indizi a carico di David Zanol (a sostegno dell'ipotesi dell'omicidio volontario premeditato) siano «gravi, precisi e concordanti» e ha contestato la decisione dei giudici di primo e secondo grado di non disporre una adeguata perizia sulla dinamica dell'incidente. In effetti in entrambi i processi (caratterizzati da evidenti lacune istruttorie) i giudici ritennero sufficienti i dati emersi dalle consulenze tecniche di parte e non accolsero la richiesta di una super perizia. Una decisione che poi sembra essere in contrasto con la mancanza di certezze denunciata dai giudici in sentenza a sostegno della decisione di mandare assolto l'imputato dall'accusa di omicidio volontario.

Tra i gravi indizi di colpevolezza ricordati anche ieri dalla Procura generale c'è la polizza assicurativa sottoscritta in caso di morte della mamma per incidente nonostante le ristrettezze economiche della famiglia (David Zanol non lavorava), i molteplici tentativi dell'imputato di trovare un killer disposto ad investire e uccidere la donna (simulando l'incidente), la decisione dell'imputato di cambiare il beneficiario del premio assicurativo per evitare l'azione di alcuni creditori (pensando dunque di incassare di lì a poco), l'anomala condotta di guida che portò l'auto a sbattare con violenza contro la sporgenza di un muro senza che vi fosse il benchè minimo tentativo di reazione da parte del conducente (che potrebbe dunque aver cercato deliberatamente l'impatto che devastò la parte destra dell'auto).

L'ipotesi della totale disattenzione - secondo l'accusa - sarebbe in contrasto con le fratture da difesa rilevate sulle braccia della vittima che cercò di ripararsi prima dello schianto, accorgendosi di quanto stava avvenendo. La decisione verrà resa nota il 17 novembre.