BOLZANO. Da decenni all'angolo tra via Similaun e via Ortles, sul terreno confinante con la sede della Telecom a Don Bosco, proliferano le piante in un'area selvaggia, « lasciata abbandonanta a se stessa», spiegano i residenti. A svettare solo una gru arrugginita e inutilizzata da anni. Peccato che ultimamente la vegetazione fitta e i ristagni d'acqua nel terreno siano diventati l'habitat perfetto per intere colonie di zanzare, anche tigre, e per i ratti.

I residenti, ormai esasperati, hanno chiesto aiuto e il consigliere comunale di Uniti per Bolzano Marco Caruso ha preso carta e penna scrivendo a Renato Spazzini, direttore dell'ufficio pianificazione e sviluppo del territorio del Comune di Bolzano. «Quell'appezzamento, molto ampio, è di proprietà di un noto imprenditore bolzanino, lo stesso che non ha ultimato un cantiere a Firmian. Ho chiesto all'amministrazone se sia possibile costringerlo perlomeno a sanare l'area sfoltendo le piante e drenando i ristagni d'acqua. Aspetto la sua risposta».

Una matassa intricata per Spazzini dato che proprio su quel terreno ci furono delle scintille tra il Comune e lo stesso imprenditore.

Negli ultimi anni, però, l'amministrazione si è resa protagonista di una campagna informativa a tamburo battente contro la proliferazione della zanzara tigre invitando a più riprese tutti i cittadini ad evitare qualsiasi deposito d'acqua. Sarebbe paradossale, adesso, accertarne uno così ampio senza battere ciglio.

«Anni fa quell'area veniva utilizzata per la lavorazione di solidi in clacestruzzo» conclude Caruso.

«Per questo motivo è presente la gru che, per inciso, non so nemmeno quanto sia sicura, sia per lo stato in cui versa che per il contesto in cui è inserita. Certo che i residenti sono davvero stufi di questa situazione e chiedono un aiuto al loro Comune che ha il dovere di rispondere e trovare una strada per risolvere un problema ormai incancrenito».

Nel luglio di tre anni fa si verificò un’emergenza simile all’interno del cantiere per la costruzione della palazzi per i servizi sanitari a Firmian. L’incuria aveva contribuito alla formazione di un piccolo stagno. Cinquanta centimetri d’acqua dove le larve delle zanzare proliferavano. Allora si asciugò. «Resta da capire, adesso, - concludono i residenti - cosa riuscirà ad ottenere il Comune».(a.c.)