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ROMA. Lorenzo Dellai è arrivato nella piazza di Montecitorio con pantaloni sportivi e zainetto da trekking. Questa legislatura sarà una camminata faticosa, meglio farsi trovare preparati e l'ex presidente trentino, ora deputato di Scelta civica, si prepara. Tutti presenti nella base romana ieri i parlamentari del Trentino Alto Adige.
Questa mattina appuntamento alla Camera e al Senato per l'inizio delle votazioni sui due presidenti. "Si potrebbe anche votare per la Camera un esponente del Movimento cinque stelle, ma abbiamo chiesto sommessamente che almeno ce lo presentino prima dei lavori..." sospira Luisa Gnecchi a metà giornata, con i giochi ancora tutti aperti. Per La deputata del Pd è stato deleterio il giretto perlustrativo di ieri pomeriggio in Transatlantico. Rientra nello studio al settimo piano di Palazzo Marini e le si legge in fronte la data di scadenza, breve, della legislatura: "Mamma mia che clima in Transatlantico... Ho incontrato un po' di colleghi".
Che dirsi dopo qualche settimana che non ci si vede, se in mezzo c'è stato il terremoto del M5S? "Cosa vuoi dirti? Che dobbiamo fare trattative con persone che non sai come si comporteranno tra dieci giorni. Questo c'è e questo ci teniamo. Dicono che noi siamo il vecchio e loro il vento nuovo. Ecco la mia tabellina: Il Pd tra Camera e Senato ha 409 eletti, di cui 245 al primo mandato e il 42 per cento di donne. Il Movimento di Grillo ha 163 eletti. Abbiamo più nuovi noi di loro, ma i numeri non pesano. Questo invece e l'ufficio della casta: tre metri per tre da dividere con un altro collega".
In piazza Montecitorio le telecamere sono tutte per i deputati 5 Stelle, che però sono blindati in seduta permante, divisi in gruppi. Riccardo Fraccaro, eletto in regione, racconta in un momento di pausa: "Lavoriamo dalle 8 di mattina alle 8 di sera. Sono a Roma da tre settimane e non sono più rientrato a Trento. Sono nel gruppo di lavoro del personale dei gruppi e dobbiamo vagliare i 18 mila curricula arrivati".
Chi non si perde dietro ai "poteva essere, doveva essere" e Karl Zeller, neo senatore Svp dopo gli anni da deputato, che ieri per tutto il giorno ha puntato fisso il suo obiettivo e ci ha lavorato con incontri, telefonate, trattative e strette di mano. L'obiettivo si chiama gruppo consiliare per le autonomie. Servono dieci senatori per poterlo costituire e la Svp nelle ultime legislature si è fatta un punto di onore di riuscirci. Con il ricambio totale dei senatori Svp Zeller, capogruppo in pectore, non vuole essere da meno e ieri sera il gruppo veniva dato ormai per costituito. E’ una delle novità della giornata.
Il gruppo delle autonomie sigillerebbe l'asse regionale, che ha portato all'elezione di sei senatori in regione. Vi entreranno Zeller, Hans Berger e Francesco Palermo (eletto con la sinergia Svp-Pd) per l'Alto Adige. Per il Trentino ci saranno Franco Panizza (Patt) e Vittorio Fravezzi (Upt), eletti con l'alleanza tra i due movimenti più il Pd. Ma Giorgio Tonini, terzo senatore trentino (quarto è il leghista Sergio Divina), viene custodito gelosamente dai democratici. "Sarebbe stato bello averlo con noi, ma Tonini dovrà fare da guida ai nuovi eletti del Pd", spiega Zeller. Perché e così importante mettere in piedi il gruppo autonomo?
"E fondamentale perché hai gli strumenti per lavorare bene, cioè il personale, hai visibilità politica, tempi di intervento assegnati in aula, presenza alla conferenza dei capigruppo. Tanti vantaggi spalmati su dieci persone. L'alternativa per noi e perderci nel gruppo misto", spiega Zeller. Le dieci firme necessarie verranno raggiunte con colleghi da Aosta, Sicilia, socialisti e senatori a vita. Francesco Palermo a Roma ha già trovato un "piccolo appartamento che mi piace molto nella zona del Ghetto" sfidando la scaramanzia di decine di colleghi che si fermano in albergo perché "qui non sai quanto durerà".
Davanti a una spremuta, Palermo spiega perché gli è scivolato addosso l'invito del segretario Pd Antonio Frena di iscriversi al gruppo del Pd: "Se ci sarà un gruppo per le autonomie, quella sarà la mia casa naturale e al Pd dovrebbero saperlo, visto che mi hanno scelto per questo mio essere uomo non di partito. Ciò non toglie che questa sera (ieri) andrò alla seduta del gruppo Pd". Poche ore a Roma e Palermo si e fatto una idea di ciò che incontrerà da questa mattina in aula: "Si balla sul titanic mentre i partiti studiano cosa gli sarà più utile. Ma non credo che Renzi vincerà, se arriverà il suo momento nel Pd".
La proposta Palermo per uscire dal blocco politico, premesso che, "io stesso ci spero poco: bisognerebbe avere il coraggio di ribaltare il tavolo completamente, una cosa come candidare una donna, nera, quarantenne. Ce la si potrebbe fare solo con un rimescolamento nei partiti, se il Pd smettesse di farsi triturare tra Bersani e Renzi e il Pdl chiudesse il capitolo Berlusconi. Che fare intanto? Lavoriamo al nuovo Statuto, portiamoci avanti e se tra qualche mese non sarò più senatore, dirò la mia lo stesso". Pdl sull'Aventino oggi o in aula?
Intanto parrucchiere ieri a Roma per Michaela Biancofiore, unica eletta del centrodestra alla Camera: "Sì parrucchiere, perché le campagne elettorali imbruttiscono. Domani mattina ci vediamo con il gruppo alle 8 e potrà arrivare qualche sorpresa". Ancora albergo anche per Dellai, che esclude per sé il ruolo di capogruppo di Scelta civica ed elenca tutte le combinazioni ascoltate durante le riunioni di ieri: presidenti di Camera e Senato provvisori del Pd, presidenti con patto di non belligeranza tra Pd e Pdl, ma insomma, scuote la testa adornata con un basco, "probabilmente per arrivare ad avere un governo serve una iniziativa con forte impronta del nuovo capo dello Stato. Il mio nome? Ancora l'autorevolezza di Napolitano".
Ricambio drastico al gruppo misto della Camera. Via Brugger e Zeller, dentro i cinque nuovi eletti Svp, Plangger, Gebhard, Alfreider, Ottobre (Patt) e Schullian. Ieri pomeriggio brindisi con un commosso Brugger e l'amico Gianclaudio Bressa. Tartine, spumante, e visi perplessi tra i neo deputati. Renathe Gebhard alza le spalle: "I Cinque stelle potrebbero mettersi d'accordo con il Pd per fare le leggi che loro stessi chiedono. Possono essere cosí irresponsabili da sbattere la porta?". Plangger sdrammatizza: "Ma dai, magari tra un mese le acque si sono calmate. Per Zeller, Panizza e Gebhard tappa ieri mattina al ministero della giustizia per discutere della soppressione delle sedi periferiche dei tribunali. Resteranno forse dei presìdi, anticipa Panizza. Fravezzi, Ottobre e Panizza fanno i trentini positivi nella tempesta: "Siamo abituati alle cose che funzionano e questo approccio romano non incoraggia.
Ma vale la pena esserci tutti, per dimostrare che c'è una squadra dell'autonomia". Florian Kronbichler (Sel-Verdi) è arrivato in mattinata con una valigia leggera, ma anche questa è scaramanzia: "Temo che staremo qui fino a sabato a votare".


