BOLZANO. «I medici e l'associazione "Il Papavero" possono stare tranquilli. L'intenzione dell'assessorato è quella di potenziare il servizio di cure palliative in tutto l'Alto Adige che, comunque sia, ha già i numeri a posto». Il capo Dipartimento, Florian Zerzer, spiega che la Provincia rispetta in pieno i parametri ministeriali e dell'Oms che prevedono - per le cure palliative - dai 5 ai 6 posti letto ogni centomila abitanti. «In Alto Adige abbiamo in tutto 25 posti letto: 12 al Martinsbrunn di Merano, 3 al day hospital ed altri 12 al San Maurizio nell'hospice guidato da Massimo Bernardo».
Dottor Zerzer, lei parla di hospice per Bolzano, vuol dire che non ne serve un altro come chiedono le firme di 25mila cittadini raccolte da "Il Papavero" ed appena consegnate all'assessore Theiner? «È vero, Bolzano ha già il suo hospice all'ospedale all'interno del quale andremo comunque ad apportare alcune migliorie. E quando parlo di hospice intendo una struttura sanitaria vera e propria con elevata tecnologia e personale medico ed infermieristico altamente specializzato. Il capoluogo - continua Zerzer - manca invece di una casa di accoglienza per malati terminali dove sia possibile vivere le ultime settimane di vita come a casa propria potendo sempre contare sull'assistenza sanitaria. In questo secondo caso però la questione da prettamente sanitaria diventa socio-sanitaria e diventa di pertinenza dei singoli Comuni che, di solito, realizzano questi centri d'accordo con Fondazioni e privati. Guardate bene che la Provincia con questo non si vuole sottrarre né al finanziamento, che resterebbe importante, né a fornire il personale (medici, infermieri, operatori socio-sanitari, assistenti sociali, psicologi, fisioterapisti, assistenti spirituali e volontari ecc.), ma vuole solo specificare come debba essere il Comune di Bolzano ad occuparsi della questione in primis». E come la mettiamo con la rete di assistenza domiciliare che gli addetti giudicano carente? «Che la stiamo potenziando ma non possono venirci a dire che è inesistente perché non è vero. Invece devo dire che sia nel Comprensorio di Bressanone che in quello di Brunico mancano mini-unità per le palliative che dovrebbero avere da 3 a 5 posti letto».