BOLZANO. Due chilometri di nuove vie, in tutto circa quattro ettari di superficie asfaltata, compresi quattrocento stalli bianchi per parcheggiare, piste ciclabili, marciapiedi e ben tre rotatorie. Sono le nuove strade realizzate sotto via Einstein, a disposizione della nuova area di espansione produttiva voluta dalla Provincia. I lavori termineranno quest’oggi con la posa degli ultimi cartelli luminosi in corrispondenza degli attraversamenti pedonali. Collaudi eseguiti, burocrazia tecnica completamente assolta, la settimana prossima l’ufficio Infrastrutture e opere ambientali della Provincia comunicherà la fine lavori e spedirà mappe, documentazione, rilevazioni e quant’altro al Comune, cui le strade verranno poi ufficialmente consegnate nel breve volgere di qualche giorno. Poi, il municipio ne prenderà in carico la gestione e le aprirà al transito veicolare. «Non ci vorranno più di due settimane», anticipa l’ingegner Marco Springhetti, direttore dell’ufficio provinciale Infrastrutture e opere ambientali. «Entro fine mese le nuove vie saranno transitabili».

Un Km di parcheggi. La strada principale - parallela a via Einstein, ma posta qualche centinaio di metri più a sud - si chiama via Waltraud Gebert Deeg. Lunga ben 950 metri, a destra e a sinistra è stata dotata di centinaia di posteggi, ciascuno dei quali è lungo cinque metri. La sede stradale è alquanto ampia: in totale addirittura ventidue metri. Perché, oltre a carrozzabile e posteggi, si sono realizzati anche i marciapiedi e pure una nuova pista ciclabile, a doppia corsia. Via Gebert Deeg va da via Francesco Baracca, all’altezza del bunker del vallo alpino littorio (a est), fino alle due nuove sedi di Salewa e Technoalpin (a ovest), dietro le quali si trova la nuova via Ventafridda, parallela all’A22. Le altre strade, perpendicolari alla principale e a via Einstein sono: via Piero Agostini, che si dirama dalla rotonda Agruzzo in cima a via Einstein; e via Pastore, che si dirama dalla rotonda di via Einstein-via Buozzi (all’altezza di Interspar e McDonald’s).

Farcite di infrastrutture. Realizzare le strade, spiega l’ingegner Springhetti, non è stato affare da poco, perché oltre alla usuali infrastrutture primarie (acque bianche e nere, elettricità eccetera), si è posato anche altro. Le fibre ottiche e le tubazioni del teleriscaldamento. Niente gas per riscaldare, in questa zona, ma solo acqua calda dal nuovo inceneritore, che sarà acceso entro il 2013.

Nomadi e gare di scooter. Le strade ancora non sono aperte, ma più di qualcuno già ci scorrazza. E per settimane ha campeggiato in zona almeno una decina di camper di nomadi. I vigili urbani li hanno invitati a sgomberare il “loro” lotto due giorni fa.

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