MERANO. Anche l’ultimo lembo dell’area ex Bosin vede ora in modo chiaro il suo futuro e, dopo diversi anni di incertezza figlia anche delle difficoltà delle aziende alle prese con la crisi economica, il quadro della zona artigianale si completa. Negli ultimi 7.000 metri quadrati rimasti da assegnare sorgerà una “cittadella dell’auto”, con rivendite e officine. Il Comune ha infatti aggiudicato definitivamente in proprietà alla ditta Imba spa, società del gruppo Barchetti, la particella edificiale 4136/1, quella corrispondente alla superficie ancora senza destinazione precisa dell’area che un tempo ospitava la caserma Bosin.

Nelle casse municipali finiscono 1.457.190 euro per l'assegnazione del terreno (210 euro al metro quadro), più 159.409 euro per le opere di urbanizzazione. L’ultima tessera del puzzle ha trovato incastro dopo una variazione al regolamento di assegnazione approvata dal consiglio comunale. «Una modifica - spiega Nerio Zaccaria, titolare dell’assessorato al patrimonio della giunta Januth - che ha voluto andare incontro alle aziende e portare a termine l’aggiudicazione di tutti i lotti dell’area. L’abbattimento dell’indice di edificabilità obbligatorio dal 75% al 40% ha contribuito ad avvicinare interessi». Che ora si sono concretizzati "garantendo, fra l’altro, una cinquantina di posti di lavoro a Merano". Dopo l’insediamento, ormai parecchio tempo fa, del Cna con varie aziende su una porzione di 9.000 metri quadrati, ne erano rimasti scoperti altri 18.000 "corrispondenti - prosegue Zaccaria - a circa 3,8 milioni di euro: tenerli fermi era controproducente per il Comune". Due superfici sono così state destinate ad altrettante permute: una con Aew che ha realizzato la centrale del riscaldamento, cedendo in cambio al Comune una parte dell’areale Sasa in via Foro Boario, e un’altra con la Municipalizzata che qui creerà un minicentro di riciclaggio liberando il deposito di via 1° maggio (rione Maria Assunta) dove l’amministrazione potrà realizzare progetti di edilizia agevolata. Quanto alle aziende, venivano evidentemente scoraggiate dall’entità dell’investimento richiesto dai parametri di costruzione. Le nuove condizioni devono invece aver convinto il gruppo Barchetti all’acquisto. Appare verosimile che qui possano trovare alloggio, una volta realizzate le strutture, le diverse concessionarie dei vari marchi automobilistici che il gruppo ha oggi dislocate in diverse zone di Merano. Insomma, una sorta di “polo dell’auto” che - unito al già avvenuto insediamento della Thaler Transport - disegna in via definitiva i lineamenti della zona artigianale presso l’uscita MeBo al rione Marlengo. (sim)