BOLZANO. Sì alla riqualificazione della zona produttiva di Bolzano e all'inserimento di nuove attività commerciali o per il tempo libero, no alla costruzione di alloggi. Questa la posizione della giunta esecutiva di Assoimprenditori ribadita nella riunione dell'altra sera in cui ci si è occupati nuovamente dello sviluppo della zona industriale; condivisa, seppur con sfumature diverse, anche da Cisl e Uil. Ciò avviene all'indomani del convegno organizzato all'Eurac dall'assessore Chiara Pasquali, in cui urbanisti, architetti, imprenditori, sindacalisti si sono confrontati su che volto dare a quel pezzo importante di città, rappresentato in particolare dalla parte alta di via Galilei, dove stanno avvenendo una serie di trasformazioni che l'ente pubblico, ovvero il Comune, deve regolamentare.

Dibattito puramente accademico? No, perché a rendere “urgenti” le decisioni è soprattutto il fatto che sull'area che si trova nella zona del megastore “Twenty” c' è il Piano di recupero urbano presentato dalla famiglia Podini: al “South Point” sono previsti uffici, ristoranti, una piscina, una piccola parte di commercio al dettaglio e all'ingrosso e un centinaio di alloggi. Il costo degli investimenti, escluso il valore dei terreni, è stimato in circa 100 milioni. Un'operazione questa che, oltre a riqualificare parti dismesse della vecchia zona industriale, darebbe lavoro alle aziende locali. Ciò spiega il generale interesse per il progetto, ma ci sono anche delle perplessità.

Il rumore. La più forte è quella degli imprenditori secondo cui la convivenza tra zona industriale e residenziale è impossibile. In quella parte di città ci sono oggi 1.800 aziende che danno lavoro a 10 mila persone. Ciò premesso per Assoimprenditori la riqualificazione di quest'area attraverso investimenti pubblici e privati è strategica. Però altrettanto strategico è considerato il mantenimento delle attività produttive, che garantiscono posti di lavoro ed investimenti in ricerca e sviluppo. Per l'associazione, guidata da Stefan Pan, la riqualificazione di Bolzano sud passa innanzitutto attraverso infrastrutture adeguate, ovvero viabilità interna snella, copertura totale con una rete internet veloce e sicurezza nell'approvvigionamento energetico. In questo quadro gli imprenditori vedrebbero di buon occhio anche l'inserimento di servizi complementari destinati ad esempio al commercio e al tempo libero.

«Ciò – dice Pan – che si trova in contrapposizione con l'attività produttiva è la funzione urbanistica-residenziale, in quanto la vicinanza di abitazioni vincola pesantemente le imprese sotto diversi aspetti». A preoccupare sono in particolare le limitazioni relative al rumore che non permetterebbero più le lavorazioni a ciclo continuo: «La perdita del turno di notte comporterebbe una perdita in termini di produttività, ma anche di posti di lavoro».

Le case. Contrari alla realizzazione di alloggi nella parte alta di via Galilei anche i rappresentanti del sindacato, oltre che per quella che si annuncia come una difficile convivenza, anche perché non servono. «L’edificazione in atto in via Resia - sostiene Toni Serafini, segretario della Uil - dove ci sono cantieri fermi, in via Druso dove sono stati appena aperti, e la pianificazione già fatta per quanto riguarda il recupero dell’areale ferroviario e il piano di recupero in via di definizione in via Perathoner, danno sicuramente una risposta più che sufficiente per i prossimi anni». Parere condiviso anche da Michele Buonerba, segretario della Cisl: «A Bolzano ci sono oggi 800 alloggi sfitti, ai quali si aggiungono centinaia di alloggi invenduti. Costruirne altri sarebbe assurdo. Positivo invece il recupero di un’area in cui c’è parecchia cubatura inutilizzata. Si calcola che nelle zone produttive di Bolzano ci siano oggi 132 mila metri quadrati al coperto vuoti e altrettanti allo scoperto inutilizzati». Oltre a questo aspetto c’è quello riguardante la viabilità. «Che va affrontato e risolto come precondizione - spiega Serafini - per un recupero dell’area produttiva, dove oggi c’è un traffico enorme: in autostrada circolano 40 mila veicoli al giorno, 36 mila sull’arginale, 26 mila su via Galilei».

Il traffico. Per rispondere alla domanda su come dovrà trasformarsi la viabilità, il gruppo Podini ha affidato all'ingegner Luigi Torriani, uno dei massimi studiosi europei dei flussi di traffico, l’individuazione di una serie di soluzioni da sottoporre ai tecnici comunali. «Sarà studiato - dice Giovanni Podini - il traffico veicolare dal casello di Bolzano sud e dalla Ss12 fino a Oltrisarco, verificando anche la capacità dei due ponti (Roma e Palermo) di assorbire eventuali incrementi del traffico. Torriani costruirà una serie di scenari nell'eventualità auspicabile della pedonalizzazione di via Galilei e sua trasformazione in area verde, raggiungibile in bici una volta completato il ponte del Twenty».