BOLZANO. Torri e palazzi in via Siemens, via Galilei, via Galvani e molte altre ancora: in tutto un milione di metri cubi inutilizzati all'interno di edifici già costruiti nelle due zone produttive della città, a Bolzano Sud e ai Piani. La denuncia arriva dalla Cisl sulla base di uno studio commissionato dal Comune. L'ex Borgogno in via Galilei. Il colosso in cemento di fronte al Tis, dove si trova anche l'"Enzian Tower", moderna torre da 12 piani in fase di ultimazione. E ancora via Macello, via Avogadro, via Righi, senza contare le fabbriche dismesse, dall'ex Speedline all'ex Dupont.

A Bolzano mancano le aree, eppure nelle zone produttive c'è un sacco di cubatura inutilizzata. Il Comune ha provato a quantificarla attraverso un apposito studio. Questo studio è stato presentato a Michele Buonerba, il segretario della Cisl che dal suo ufficio in via Siemens le torri vuote di Bolzano Sud le vede praticamente tutte. «Tra la zona industriale e i Piani - afferma Buonerba - sono un milione i metri cubi già costruiti ma non utilizzati».

AREE PRODUTTIVE. A Bolzano le zone produttive definite nel Puc sono 71 e si estendono su una superficie di 285,4 ettari: l'88% si trova a Bolzano Sud, il 7,6% ai Piani e il restante 4,3% in piccoli fazzoletti distribuiti in altre zone della città, ad esempio in viale Druso.

NUOVE CUBATURE. Volendo, tra Bolzano Sud e i Piani ci sarebbe lo spazio per realizzare ancora 4 milioni di metri cubi. Gran parte a Bolzano Sud (solo nella zona oltre via Einstein si potrebbero costruire edifici per oltre due milioni di metri cubi), mentre altri 200 mila metri cubi potrebbero trovare spazio ai Piani. «Ma - avverte il direttore della Bls Ulrich Stofner - questa cifra è teorica. Non possiamo infatti definirle come aree disponibili, visto che ad esempio la zona a sud di via Einstein è già stata tutta pianificata».

Stesso discorso per altre aree (l'ex Alumix o l'ex Magnesio, sui quali dovrebbe sorgere il futuro parco tecnologico), mentre fa eccezione la zona ex Iveco (lì dove oggi c'è ancora la pista di prova per i mezzi militari) che una volta liberata - entro il 2012 la pista sarà spostata a Vadena - consentirà di recuperare quasi 10 ettari di terreno per 200 mila metri cubi complessivi.

IL RECUPERO. «La vera sfida - prosegue Stofner - è quella di recuperare gli spazi già esistenti invece di individuarne di nuovi». Ma la difficoltà, ammette Stofner, è quella di riuscire a piazzare gli edifici con destinazione urbanistica di terziario. «C'è stato il boom grazie alla legge Tremonti - dice Stofner - e a Bolzano, così come in altri Comuni come ad esempio Brunico, è stato costruito più di quanto fosse necessario». Come rimediare?

«C'è un unico modo - è convinto Buonerba - ovvero quello di liberalizzare il commercio al dettaglio. La situazione attuale non è dettata solo dalla legge Tremonti, ma anche dalle limitazioni al commercio in zona produttiva. Togliamolo per sfruttare le aree oggi inutilizzate e i pochi terreni ancora da assegnare diamoli solo ad aziende innovative o ad alto valore aggiunto».

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