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BOLZANO. Bolzano è una città a colori. Ogni quartiere ne ha uno e, senza contrassegno della zona in questione posto sul parabrezza, è come se un'auto entrasse in uno Stato straniero senza passaporto: multa e a volte anche rimozione. Insomma, con la zone colorate non si scherza.
Tanto che ci sono ogni giorno richieste di bollini "passepartout" soprattutto da parte di chi, per lavoro e dunque per effettuare consegne o eseguire riparazioni domestiche, deve muoversi e posteggiare da un quartiere all'altro. Non parliamo di Ztl, entro la quale si può entrare solo con permessi concessi col contagocce. Anche il sindaco non può scherzare. Tanto che il pass per la zona a traffico limitato è, appunto, limitato alla sua auto di servizio. Questo fino a ieri. Perché in data 17 novembre con pubblicazione sull'albo pochi giorni dopo, l'Ufficio mobilità ha controfirmato un "aggiornamento dei criteri per la sosta nelle zone colorate/zona centro/zona a traffico limitato". Insomma il meglio del meglio.
Ebbene, dopo aver citato le imprese e gli autoveicoli per servizi di "car pooling" che hanno diritto a contrassegni di sosta la per la zona colorata richiesta per il parcheggio del veicolo, inserisce tra i beneficiari tutti gli assessori comunali. I quali potranno ottenere il pass - visto che si presume che lo abbiano nel quartiere di residenza - per la zona centro e dunque per la Ztl. L' allegato che li riguarda recita infatti, a proposito dei permessi in zona centro e traffico limitato, che la norma si applica anche: "Agli autoveicoli di proprietà o in uso ai membri della giunta comunale per lo svolgimento dei compiti istituzionali".
E poi è citata la validità del documento: "Per la durata della legislatura". Equiparandoli in sostanza a chi il veicolo usa per consegne a domicilio o riparazioni in zona centro o a traffico limitato, i quali godono tuttavia di una validità limitata ad un anno dalla concessione. Giusto, sbagliato? «Si tratta di un provvedimento di natura esclusivamente funzionale» commenta Claudio Corrarati. Dunque non è corretto osservarlo come privilegio? «Gli assessori sono spesso costretti a spostarsi da un evento all'altro in città. E rischiano se lasciano l'auto in zona di cui non hanno il bollino. E così - aggiunge il sindaco - arrivano molte volte in ritardo. Facendo il loro lavoro».
Certo è un provvedimento inedito. Dice Juri Andriollo, assessore della precedente giunta: «Nessuno di noi ha mai richiesto ne ottenuto un pass di questo tipo. Io andavo in Comune in bici». E Renzo Caramaschi: «Avevo la stessa auto e lo stesso permesso legato al mezzo di servizio che ha ancore oggi il mio successore - ricorda l'ex sindaco - e quando si trattava di andare in centro fuori dagli orari previsti per l'autista, pendevo il bus». Il pass è giunto dopo unanime richiesta degli assessori che, vista la situazione oggi del traffico, si trovavano e si trovano in difficoltà nel momento di raggiungere gli uffici comunali e gli eventi.


