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«Un taglio netto con la pratica degli ultimi trent'anni e sicuramente la principale misura di riduzione della burocrazia dell'intera legislatura». Così l'assessore provinciale Thomas Widmann ha definito la riforma degli insediamenti produttivi in Alto Adige. Sono aboliti espropri e assegnazioni, la sovranità sulla destinazione delle aree resta ai Comuni, che avranno anche un fondo di rotazione per prefinanziare acquisto di aree e lavori di urbanizzazione. Dal 1972 in Alto Adige vige il sistema secondo cui un imprenditore alla ricerca di un'area produttiva viene inserito all'interno di una graduatoria e successivamente si vede assegnare una superficie espropriata. Ora si cambia: la riforma degli insediamenti produttivi proposta dall'assessore Thomas Widmann e approvata dal consiglio provinciale prevede infatti l'abolizione dell'esproprio e dell'assegnazione.
Gli effetti principali - meno politica, più mercato - sono stati spiegati da Widmann: «Gli imprenditori interessati potranno acquistare le superfici direttamente dal proprietario e iniziare l'attività senza dover attendere le lunghe procedure dell'assegnazione. L'ente pubblico si limiterà dunque a svolgere i propri compiti essenziali: stabilire attraverso il piano urbanistico dove nascerà una zona produttiva e determinare con il piano di attuazione quelle che saranno le norme vigenti al suo interno.» La riforma delle aree produttive, elaborata con l'agenzia di promozione territoriale Business Location Südtirol-Alto Adige (Bls), attraverso l'abolizione delle procedure di esproprio delle zone produttive e di successiva assegnazione riduce burocrazia, costi e tempi di attesa per il pubblico e il privato.
«L'Alto Adige e le sue aziende sono soggetti a una forte concorrenza, con questa riforma vogliamo adeguarci ai territori con i quali veniamo spesso messi a confronto. L'ordinamento urbanistico rimarrà in mano ai Comuni, e questa è l'altro punto cardine della riforma», ha aggiunto Widmann. In futuro infatti a decidere sulle aree produttive da espropriare (ovvero se e quali saranno espropriate) sarà il Consiglio comunale: la riforma interverrà dopo la destinazione ad area produttiva. «Con l'abolizione dell'assegnazione delle aree produttive, il piano di attuazione diventerà uno strumento molto importante e avrà il compito di migliorare la qualità della pianificazione, perché stabilirà le regole da applicare nelle zone produttive: ad esempio dove individuare le zone verdi, il suolo pubblico e le strade, garantendone quindi l'inserimento nel quadro paesaggistico ed architettonico», ha detto ancora l'assessore.
La Provincia, inoltre, incentiverà la creazione di zone produttive sovracomunali. Widmann ha ricordato che il collega assessore all'urbanistica Elmar Pichler Rolle è riuscito ad accorciare le attuali tempistiche relative al Puc e al piano di attuazione: unite all'abolizione dell'esproprio e dell'assegnazione e alla riduzione delle procedure faciliterà l'insediamento di aziende in tempi brevi.


