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Maltrattava la moglie. Prima con violenza psicologica e poi anche fisica. Nell’orrore sono state trascinate le figlie. Un quarantenne meranese non dovrà avvicinarsi più a moglie e prole: lo ha disposto il Tribunale di Bolzano. La sezione di Polizia giudiziaria del Commissariato di pubblica sicurezza di Merano, a conclusione
delle attività di indagine, ha provveduto a dare esecuzione a un’ordinanza applicativa della misura cautelare che prevede l’allontanamento dalla casa famigliare e del “divieto di avvicinamento e contatto” emessa a carico di un quarantenne residente a Merano. La misura cautelare emessa dal Tribunale di Bolzano ha disposto l’immediato allontanamento dell’indagato dalla casa famigliare a Merano e di non farvi rientro
e non accedervi senza l’autorizzazione del giudice, con il divieto di avvicinarsi alla moglie ed ai luoghi frequentati dalla stessa, con la prescrizione di mantenersi ad una distanza di almeno 500 metri, evitando di comunicare in alcun modo attraverso qualsiasi mezzo. Il divieto vale anche per le
tre figlie minorenni della coppia.
L’indagine
Il provvedimento è scaturito al termine di un’articolata attività di indagine effettuata dal Commissariato di Merano e coordinata dalla Procura della Repubblica di Bolzano a seguito della iniziale segnalazione pervenuta dal personale dell’Ospedale di Merano attraverso l’attivazione del “Codice Erika”.
Gli approfondimenti effettuati dagli investigatori meranesi hanno consentito di verificare la fondatezza della notizia di reato, acquisendo successivamente anche la denuncia della donna, la quale è stata seguita e supportata costantemente dal Centro Antiviolenza di Merano e dal Commissariato di P.S. di Merano. È stato in questo modo documentato, dall’estate del 2024 e sino ad oggi, lo stato di pressioni psicologiche a cui l’uomo ha sistematicamente sottoposto la moglie per motivi di gelosia, usando reiteratamente, nei suoi confronti, violenza psicologica e rendendole la convivenza insopportabile.
Negli ultimi tempi, in particolare, l’uomo non solo offendeva e minacciava la compagna, proibendole di uscire sola di casa e di trovare un lavoro, ma pretendeva anche in continuazione informazioni su chi frequentasse, vedesse o con chi parlasse in sua assenza. Dalla violenza psicologica, poche settimane (si parla di inizio settembre) fa l’uomo era passato a quella fisica, aggredendo la donna ed una delle tre figlie minori di 11 anni con pugni e calci. Nella circostanza la vittima, nonostante l’uomo le avesse sottratto le chiavi di casa, era riuscita a scappare con le tre bambine ed a chiedere aiuto al numero di emergenza “112 NUE”.
A seguito di un ultimo episodio di violenze e persecuzioni, nel quale l’uomo con una videochiamata brandiva un coltello e la minacciava di far rientro a casa altrimenti l’avrebbe uccisa, la vittima, esausta dalla situazione, ha deciso di chiedere nuovamente aiuto, a seguito del quale lei e le tre figlie sono state soccorse e collocate in una struttura protetta. Gli investigatori della Polizia di Stato hanno provveduto a segnalare all’autorità giudiziaria tutte le angherie e le violenze subite dalla donna e dalle tre piccole figliolette, di una gravità tale da cagionare nella vittima un grave stato di ansia e paura, sia per sé stessa che per le sue bambine, e tali da costringerla ad allontanarsi dalla propria abitazione, sconvolgendo le proprie abitudini di vita


