BRESSANONE. Pronto il nuovo piano delle zone di pericolo presenti sul territorio comunale di Bressanone. La giunta comunale ha, infatti, approvato un piano con la classificazione delle zone di pericolo, per quel che riguarda inondazioni, valanghe, smottamenti e frane, che prende il posto del vecchio piano, approvato nel 2013 e mai entrato in vigore a causa di un ricorso presentato da alcuni privati e accolto dal Consiglio di Stato. Il vecchio piano è stato rivisto ed aggiornato, eliminando quei vizi di forma per cui era stato bocciato, ed ora il nuovo documento seguirà l'iter per l'approvazione definitiva. Il sindaco Peter Brunner, ieri mattina, ha spiegato che il piano è molto importante per la salvaguardia di persone e cose in caso di calamità naturali e impone una serie di limitazione soprattutto per quel che riguarda le costruzioni o gli ampliamenti di immobili.

“Il vecchio piano delle zone di pericolo del 2013, a causa di ricorsi, è stato bloccato nel 2015 e quindi il Comune ha provveduto ad una rielaborazione, visto che ogni piano di sicurezza è dinamico e va rivisto per garantire sempre la sicurezza delle persone – spiega Brunner - Le persone vogliono costruire, ma noi abbiamo la responsabilità di evitare disastri, proprio rispettando il piano delle zone di pericolo. Fino ad oggi, senza un piano, ogni persona che intendeva costruire doveva presentarci anche uno studio dettagliato che garantisse l'assenza di rischi, ma molto presto, grazie al nuovo piano, non sarà più necessario”.

Nel Piano la città è suddivisa in tre zone: la rossa, ad altissimo rischio dove non si può costruire, la blu, ad alto pericolo dove si può costruire solo garantendo interventi che migliorino la situazione, la gialla, dove potrebbero esserci solo danni ambientali e si può costruire senza limitazioni.

“Nel rivedere il piano, alcune situazioni sono cambiate – prosegue Brunner – Ad esempio, le zona sportiva sud, con Lido e vari immobili commerciali, è passata da rossa a blu, grazie ad interventi migliorativi. Stesso discorso ad Albes, nella zona del Rio Eores, e a Millan, dove scorre il rio Trametsch, passate entrambe da rosse a blu. Inoltre, sono state inserite tutte le zone dove ci sono dei masi che prima non erano inserite nel piano. Diverse zone a rischio frane, poi, sono diventate meno pericolose sempre grazie ad interventi per garantire la sicurezza”.

La zona rossa è quella più a rischio inondazioni: si tratta di piccole aree situate nella zona del centro storico, quella più vicine al fiume Isarco, vale a dire le zone del Seminario Maggiore, parte dell'Acquarena, zona Rosmini, il Lido, i prati di Millan, dove in caso di ingrossamento del fiume Isarco il rischio di esondazione sarebbe altissimo. In queste zone non si potrà costruire a meno che interventi esterni, come ad esempio il progetto Area fluviale media Valle Isarco che migliorerà le cose, trasformino le aree da rosse in blu..

La zona blu è quella più estesa e riguarda non solo il pericolo di inondazioni ma anche smottamenti e frane. Coinvolge parte dall'Acquarena, aree del centro, via Castelliere, la zona industriale e coinvolge frazioni come Scezze, Elvas, La Mara, Teccelinga, la parte alta di Albes, Eores. Il nuovo piano passerà ora al vaglio delle commissioni provinciali, poi arriverà in consiglio comunale ed infine in giunta provinciale. Il tutto dovrebbe avvenire in 6-9 mesi. Chi deve costruire dovrà tenerne conto.

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