BRESSANONE. Non può certo essere considerata un’operazione immobiliare in senso stretto, ma quasi un regalo alla città, quello della Fondazione Cassa di Risparmio che ieri ha ufficializzato l’acquisto della storica Casa di cura Dr. von Guggenberg. Si tratta di un edificio del 1890 sotto tutela delle Belle Arti, che i proprietari avevano chiuso nel dicembre dello scorso anno. «La gestione - spiega il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio Konrard Bergmeister - sarà affidata alla Fondazione Santo Spirito che ci pagherà l’affitto. Da tempo ci occupiamo della cosiddetta povertà silenziosa, della gestione della terza fase della vita e con il progetto “Ponte tra generazioni” invitiamo i giovani a lavorare nelle case di riposo. In questo contesto va inserito il salvataggio della storica Casa di Cura brissinese. L’investimento della Fondazione sfiora i 10 milioni di euro».

Si tratta di un progetto con un grande valore sociale. «La tradizione del centro terapeutico, nato dalla volontà dei suoi fondatori di occuparsi della salute e del benessere delle persone, potrà dunque continuare, anche se in un’altra forma, anche in futuro». Era il 1890 quando il dottor Otto von Guggenberg fondò a Bressanone un centro idroterapico basato sul metodo del parroco Sebastian Kneipp. Era il secondo del genere, dopo quello fondato a Bad Wörishofen in Baviera dai Padri della Carità, ma il primo sorto nel territorio della monarchia austro-ungarica. Lo stesso Kneipp si recò a Bressanone nel 1892 per far visita al suo allievo Otto von Guggenberg. Nel periodo antecedente la Prima guerra mondiale, la clinica brissinese includeva vari edifici, una casa balneare e la casa Lutzenhaus, oggi posta sotto tutela storico-culturale. Durante la Seconda guerra mondiale il centro fu utilizzato come ospedale ausiliario. Al termine del conflitto il figlio Markus von Guggenberg aprì un ambulatorio dove curò numerosi pazienti basandosi sul metodo Kneipp. Nel 1962 la direzione della casa di cura fu assunta da Markus e da sua moglie Gertraud Mitterrutzner. La casa di cura è stata chiusa e messa in vendita nel dicembre 2017. Il 4 ottobre il cda della Fondazione, con il consenso dell’organo di indirizzo, ha deciso di accettare l’offerta di acquisto arrivata dalla famiglia. Il liquidatore incaricato, Alexander Tauber, e il presidente della Fondazione, il professor Konrad Bergmeister, hanno già sottoscritto il relativo contratto preliminare.

«Il nostro intento - conclude Bergmeister - è duplice: sostenere la città di Bressanone nell‘erogazione di servizi di primaria necessità per gli anziani e assicurare al contempo la continuazione di una storica e stimata struttura terapeutica». I brissinesi, di sicuro, apprezzeranno l’operazione, strategica in un settore che deve fare i conti con una cronica carenza di spazi.