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BRESSANONE. Tutto esaurita l’aula al polo scolastico di lingua italiana a Bressanone che ha ospitato nei giorni scorsi Gianpietro Ghidini, il papà che gira le scuole d’Italia per raccontare la storia del figlio Emanuele, suicida nel 2013 dopo aver assunto un cartoncino di Lsd che lo ha portato a gettarsi in un fiume. Perché questa tragedia possa salvare altri giovani è nata l’associazione “Pesciolino Rosso e Ghidini ha incontrato i giovani del polo scolastico in lingua italiana. Ha parlato loro di droga, alcol e dipendenze e si è rivolto anche ai genitori, a cui è dedicata una parte del libro “Lasciami Volare”. Per 822 volte già papà Gianpietro ha raccontato la propria storia e quella di suo figlio Emanuele, attraversando tutta Italia. E non si vuole fermare. La sua è una testimonianza di vita, per cercare di condividere l’idea che non solo possiamo sopravvivere al dolore, ma che le sofferenze e le difficoltà della vita ci possono rendere migliori, perché quello che oggi sembra farci cadere può essere quello che domani ci aiuterà a stare in piedi. L’incontro è durata circa due ore circa, durante le quali Ghidini, oltre alla storia di Emanuele, ha raccontato la propria storia di padre, cercando di trasmettere ai giovani l’idea che da ogni errore ci si può rialzare e spiegando quanto sia importante conoscere se stessi e i propri sogni, vedendo la scuola come un’occasione per imparare ad acquisire la consapevolezza che fa diventare adulti. (fdv)


