BRESSANONE. Polemica per il disboscamento di circa 7.000 metri quadrati di bosco ripariale nella zona industriale della città. L’intervento sarebbe stato effettuato all’alba di venerdì scorso e ha suscitato la dura reazione della Federazione Ambientalisti Alto Adige, che parla di procedura «scorretta» e di un intervento avvenuto in un momento non consentito.
 

Secondo l’associazione, il taglio degli alberi sarebbe avvenuto quando i termini per eventuali ricorsi contro i provvedimenti della giunta provinciale non erano ancora scaduti. Inoltre l’abbattimento sarebbe stato eseguito fuori dal periodo consentito, stabilito per tutelare la nidificazione degli uccelli e la presenza di pipistrelli e rettili nelle aree boschive.
 

«Sembra un modello subdolo, triste e ricorrente», afferma Elisabeth Ladinser, presidente della Federazione Ambientalisti Alto Adige, ricordando altri casi analoghi avvenuti negli anni scorsi, tra cui gli alberi abbattuti a Bolzano davanti al vecchio ospedale, quelli a Sesto nella zona Stiergarten-Signaue e l’area delle caserme di Silandro. Secondo l’associazione, si tratterebbe di interventi realizzati rapidamente per creare «fatti compiuti» in relazione a progetti contestati.
 

La riclassificazione dell’area boschiva in zona industriale a favore dell’azienda Progress era già stata oggetto di discussioni anche all’interno della stessa federazione. Il consiglio direttivo aveva accettato, seppur con riserve, un compromesso basato su uno scambio di terreni e sull’ampliamento del biotopo di Millan, ritenuto in prospettiva più favorevole per l’ambiente. Dopo il disboscamento, però, l’associazione parla di «grave violazione della fiducia» e di un’operazione che rischia di trasformare il progetto di compensazione ambientale in «greenwashing».