BRESSANONE. Prima di tutto ci sono i sogni, poi arrivano le domande pratiche e le riflessioni: dove vivere, come trovare una stanza, cosa ci si lascia alle spalle. Per quattro neo-maturati di Bressanone la scelta dell’università ha già preso una direzione precisa: l’estero.

Dall’Irlanda alla Germania, passando per l’Austria, questi ragazzi hanno deciso di proseguire gli studi fuori dall’Italia non per allontanarsi dall’Alto Adige, ma per costruire un percorso formativo il più possibile in linea con le proprie aspirazioni, sfruttando corsi internazionali, lingue di studio e atenei specializzati.

C’è chi sogna il cinema, chi la psicologia, chi l’innovazione tecnologica e chi il giornalismo politico. Tutti, però, condividono la convinzione che confrontarsi con nuovi contesti rappresenti un investimento sul proprio futuro, pur sapendo che la nostalgia di casa farà la sua parte.


Annika: il cinema parla inglese. Destinazione Dublino
Nata a Brisbane, in Australia, e cresciuta a Vipiteno, Annika Christina Wells ha appena concluso il corso di studi al liceo linguistico Fallmerayer. La sua passione è il cinema, non tanto davanti alla macchina da presa quanto dietro, dove nascono le storie e si costruiscono nuovi punti di vista.

Per questo punta a un corso di laurea in teoria del cinema, rigorosamente in lingua inglese. La meta che ha in mente è Dublino. A convincerla sono la cultura irlandese e la possibilità di vivere e studiare in un ambiente completamente anglofono, utilizzando l’inglese non solo durante le lezioni, ma anche nella vita quotidiana.

Prima, però, si concederà un anno sabbatico: le candidature alle università sono già partite, ma ha deciso di rinviare l’inizio degli studi per affrontare questa nuova esperienza con maggiore consapevolezza.

Sa bene che trasferirsi significa lasciare famiglia, amici e abitudini, ma è convinta che proprio queste esperienze aiutino a crescere. Di Bressanone e dell’Alto Adige sa già che le mancherà soprattutto quella dimensione familiare fatta di luoghi conosciuti e volti amici, che rendono ogni giornata un po’ più semplice: “dopo cinque anni di scuola, molti luoghi sono legati a bellissimi ricordi, e questo rende ancora più difficile andarsene”.

Matteo, tra tecnologia e management all’Università Tecnica di Monaco 
Per Matteo Geminiani, nato a Milano e residente a Varna da undici anni, la scelta guarda a una delle università tecniche più prestigiose d’Europa.

Dopo il diploma all’Istituto tecnico tecnologico Fallmerayer, indirizzo informatico, frequenterà il corso di Management and Technology all’Università Tecnica di Monaco, la famosa T.U.M., collegabile a premi Nobel e famosi ricercatori.

La sua è una decisione maturata dalla volontà di unire competenze ingegneristiche e manageriali. Nonostante abbia già ricevuto proposte di lavoro da aziende del territorio grazie alla formazione tecnica acquisita, Matteo vede negli studi universitari l’occasione per ampliare le proprie competenze, con l’obiettivo di ricoprire in futuro ruoli gestionali o magari avviare un’attività imprenditoriale.

Monaco lo ha convinto non solo per l’eccellenza accademica e l’attenzione all’innovazione e alle startup, ma anche per la qualità della vita.

La sfida più grande, adesso, è trovare un alloggio in una città dove la domanda supera ampiamente l’offerta: la ricerca è già iniziata.

Se gli si chiede cosa gli mancherà della città in cui è cresciuto non ha dubbi: di Bressanone gli mancheranno soprattutto la tranquillità e la comodità di avere tutto a portata di mano.

Noemi, la psicologia senza confini
Noemi Peer è nata e vive a Bressanone, dove ha frequentato il liceo scientifico Fallmerayer. Il suo obiettivo è diventare psicologa dell’infanzia e dell’adolescenza, accompagnando i più giovani in un ambito, quello della salute mentale, che ritiene ancora troppo spesso segnato da pregiudizi.

Per questo ha scelto di iscriversi all’Università a distanza di Hagen, in Germania, l’unica università statale tedesca di formazione a distanza e, per numero di studenti, anche la più grande del Paese.

Grazie ai suoi corsi di laurea flessibili e alle numerose opportunità di formazione continua, rende l’istruzione universitaria accessibile a studenti che si trovano in diverse situazioni di vita.

Per Noemi è una soluzione che le permetterà di studiare nella sua lingua madre, il tedesco, e allo stesso tempo di mantenere aperte diverse possibilità per il futuro. Il percorso le offrirà infatti la libertà di decidere dove vivere e lavorare nei prossimi anni, senza rinunciare all’opportunità di conoscere nuovi luoghi.

Anche per lei il distacco dagli affetti rappresenta l’aspetto più difficile, anche se iscrizione e ricerca della casa sono già in fase avanzata. Non nasconde che sentirà la mancanza dei boschi, dei fiumi e delle montagne attorno a Bressanone, luoghi dove ha sempre amato trascorrere il tempo libero.

Allo stesso tempo, però, osserva come la città offra poche occasioni di aggregazione per i giovani e guarda con entusiasmo alle nuove opportunità che l’attendono.

Mirjam, da Chiusa a Innsbruck con lo sguardo sulla politica 
Mirjam Gamper
, nata a Vipiteno e residente a Chiusa, arriva dal liceo delle scienze umane di Bressanone.

La sua nuova strada la porterà a Innsbruck, dove studierà Scienze politiche con un obiettivo già ben definito: lavorare un giorno nel giornalismo perché le “interessano molto la politica, gli sviluppi dell’attualità e le connessioni globali”.

La scelta dell’ateneo austriaco nasce dalla volontà di studiare in tedesco, la lingua nella quale si sente maggiormente a suo agio, e dalla possibilità di vivere un’esperienza all’estero senza allontanarsi troppo dalla famiglia.

Innsbruck, inoltre, offre una ricca vita universitaria e rappresenta il contesto ideale per imparare a essere autonoma. L’iscrizione è già completata e ora la priorità è trovare un alloggio.

Dal punto di vista logistico la vicinanza con l’Alto Adige e gli efficienti collegamenti ferroviari rendono gli spostamenti relativamente semplici.

Ciononostante sa che a pesare nella nuova vita nella città austriaca sarà soprattutto la lontananza dai propri cari. Ma ha anche un’altra preoccupazione: vivendo in un contesto quasi esclusivamente germanofono teme di avere sempre meno occasioni per parlare italiano e di perdere, con il tempo, dimestichezza con questa lingua.