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BOLZANO. Quattro mesi di attività, 495 utenti presi in carico, una media di oltre 120 accessi al mese. Sono i primi numeri del nuovo servizio “Sportello migranti” del Commissariato di Bressanone, il servizio di consulenza e orientamento nato per accompagnare i cittadini stranieri nei percorsi di regolarizzazione e integrazione.
Il bilancio iniziale conferma un’esigenza del territorio: il 67,3% degli utenti è composto da uomini e il 32,7% da donne. La comunità più rappresentata è quella pakistana con 148 utenti (29,9%), seguita da India con 66 utenti (13,3%), Albania con 35 (7,1%), Bangladesh con 30 (6,1%) e Marocco con 28 (5,7%). Tra gli utenti figurano persone provenienti da oltre 40 Paesi.
Presentato ufficialmente quattro mesi fa, il progetto rappresenta oggi un passo verso un modello di accoglienza organizzata. «L’obiettivo è offrire un punto di riferimento per le pratiche legate al permesso di soggiorno, ma anche favorire l’inclusione sociale attraverso percorsi di formazione e orientamento», racconta Fernando Biague, presidente del Centro di ricerca e formazione sull’intercultura, «In questi quattro mesi il progetto si è sviluppato bene e, dopo la fase iniziale, è ormai decollato. Dei 495 utenti registrati, molti si sono rivolti allo sportello per il rilascio o per il rinnovo del permesso di soggiorno, mentre altri hanno chiesto consulenze per orientarsi tra gli adempimenti amministrativi o per accedere ai corsi previsti dal progetto».
Il report evidenzia inoltre che due utenti su tre sono occupati (330 persone, pari al 66,7%), mentre il 22,6% risulta inattivo, il 4,8% disoccupato, il 4,6% studente e l’1,2% è in cerca della prima occupazione.
Tra le opportunità offerte figurano corsi di lingua italiana e tedesca, educazione alla cittadinanza e formazione sulla sicurezza sul lavoro. Finora sono state raccolte 50 iscrizioni ai corsi di italiano, 14 a quelli di tedesco, due al percorso di educazione alla cittadinanza attiva e una al corso sulla sicurezza sul lavoro. Si è inoltre concluso il primo ciclo di 20 ore, frequentato da sette-otto partecipanti.
«Molte richieste arrivano dall’esterno – aggiunge Biague – ma una parte significativa degli utenti viene indirizzata direttamente dal Commissariato. L’organizzazione del servizio prevede una prima accoglienza con un colloquio di circa quindici minuti durante il quale vengono raccolti i dati dell’utente, verificata la documentazione e individuate le necessità specifiche. Successivamente le persone vengono indirizzate alle operatrici che lavorano a fianco della Polizia di Stato oppure, quando necessario, ai servizi competenti del territorio, come quelli dedicati all’inserimento lavorativo».
Lo sportello è operativo dal lunedì al giovedì dalle 9 alle 13, con un’apertura aggiuntiva il giovedì pomeriggio dalle 15 alle 17. Ogni pratica prevede la verifica della documentazione, la compilazione dei moduli richiesti dal Fondo sociale europeo, il consenso al trattamento dei dati personali e un questionario per la valutazione del servizio.
Anche sul fronte dei tempi di rilascio dei permessi di soggiorno arrivano segnali incoraggianti. «Se nei mesi scorsi l’attesa raggiungeva anche sei o sette mesi, iniziano a registrarsi i primi casi conclusi nell’arco di circa due mesi, in linea con l’obiettivo di ridurre progressivamente i tempi», conclude Biague, «Se il ritmo degli accessi dovesse mantenersi costante, già entro novembre potrebbe essere raggiunto il numero minimo di utenti richiesto per accedere ai finanziamenti del Fondo sociale europeo, creando le condizioni per dare continuità al progetto».


