Covid, nelle Rsa vaccinati la metà degli operatori 

Il punto sull’emergenza. Positivi i bilanci della direttrice della Santo Spirito Summerer: «Tra gli anziani ottima collaborazione e si stanno superando le resistenze fra i collaboratori»


Fabio De Villa


Bressanone. La prima settimana di vaccinazioni nelle rsa di Bressanone e Chiusa fa registrare adesioni giudicate incoraggianti dagli operatori e dai responsabili sanitari. “Circa la metà dei nostri dipendenti ha provveduto a fare il vaccino e molti altri si sono già prenotati. Stiamo parlando di circa 150 dipendenti delle rsa suddivisi in tre strutture tra Bressanone e Chiusa - riassume Michaela Summerer, direttrice dell’Azienda pubblica servizi alla persona - Apsp Santo Spirito - la situazione è analoga per quanto riguarda gli ospiti: molti sono stati già vaccinati nelle diverse strutture e alla casa di riposo Santo Spirito in viale Mozart sono in preparazione 50 vaccini per altrettanti utenti da effettuare in settimana”.

Come è invece la situazione dei contagi?

“Il quadro è rimasto stabile rispetto alla settimana scorsa. Come vuole la procedura, abbiamo dovuto effettuare nuovi tamponi anche a tutti gli altri ospiti della casa per verificare che non emergessero nuovi casi. Fortunatamente gli esiti sono stati tutti negativi”.

Saranno tutti vaccinati gli ospiti?

“Al momento vengono esclusi gli ospiti che risultano positivi, che saranno vaccinati per ultimi. Alla casa di riposo in viale Mozart il vaccino è stato somministrato a 34 ospiti e altri 50 circa saranno vaccinati entro la settimana”.

Avete avuto qualche resistenza alle operazioni di vaccinazione?

“Sono stati gli stessi anziani a chiedere di essere vaccinati, quindi da questo punto di vista abbiamo avuto un’altissima disponibilità da parte loro e questo ci rende il lavoro senza dubbio più facile. Anche tra i parenti degli ospiti sono davvero in pochi coloro che si sono dimostrati contrari. I nostri medici sono pro-vaccino e sono proprio loro a dare il buon esempio e a consigliare ospiti e parenti. Fra collaboratori e collaboratrici, abbiamo trovato invece un po’ di resistenza iniziale. Resistenze scalfite col tempo e anche coloro che si erano dimostrati un po’ scettici, ora piano piano si stanno ricredendo. Inizialmente, mancavano informazioni e ora che la consapevolezza sui vaccini è maggiore si sta facendo maggiore chiarezza e di conseguenza è arrivata maggiore fiducia”.

Quindi si procede bene?

“Siamo arrivati a circa metà dei nostri operatori vaccinati e io penso che in settimana se ne aggiungeranno degli altri. L’unico ostacolo riguarda attualmente la disponibilità del vaccino, dal momento che i fornitori pare abbiano ridotto le dosi previste per l’Alto Adige e di conseguenza i tempi di attesa si sono ulteriormente allungati. Ad andare in lista d’attesa saranno proprio i collaboratori, in quanto la precedenza viene data a chi ha già fatto il primo vaccino e sta attendendo il richiamo dopo tre settimane”.















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