Bressanone. “Verrebbe da chiedersi se Alessandro Huber (lo sconosciuto segretario provinciale del Partito Democratico) sia mai stato a Bressanone”.

Il consigliere comunale di Bressanone Antonio Bova fa partire la replica dopo l’articolo, apparso sabato sull’Alto Adige, in cui Huber tirava le orecchie alla destra e a chi aveva puntato il dito contro la scelta del Pd di candidare Renate Prader a sindaco di Bressanone, punta di un “iceberg politico” che galleggia ancora, secondo il dirigente democratico, su una politica divisiva del “noi italiani contro il loro tedeschi” .

Bova, per iniziare, richiama Huber alle “palesi critiche interne al suo partito, provenienti da due esponenti che hanno rivestito cariche importanti come quella di vice sindaco”, invece di "attaccare me e la destra cittadina, da sempre all’opposizione comunale. Che Huber non conosca la situazione locale del suo partito – aggiunge Bova - lo si evince quando cita Claudio Del Piero, il quale sarebbe stato eletto grazie ai voti di Renate Prader. Peccato che l’attuale vice sindaco sia stato eletto per cinque legislature, anche quando Renate Prader non si interessava di politica.

Mentre Huber critica la destra filosofando sul superamento dei confini etnici all’interno della società, mi domando perché solo a Bressanone, dove la comunità italiana è in minoranza, il Pd candidi a sindaco una persona del gruppo linguistico tedesco e invece nei comuni a maggioranza italiana, probabilmente per mero opportunismo elettorale e alla faccia dei bei discorsi sull’interetnicità, continui a candidare ancora italiani.

Ciò che Huber non capisce – prosegue Bova - è che la “becera” destra critichi le scelte del Pd su elementi di politica reale. Mi chiedo perché, negli anni in cui fu al potere in Regione, Provincia e Comuni, il Pd non abbia mai voluto cambiare la legge elettorale per uniformarla agli sbandierati cambiamenti della società. Perché, ad esempio, il Pd non ha mai presentato la legge elettorale attribuendo la presenza delle componenti linguistiche non agli eletti, ma alla proporzionale etnica presente nei Comuni e in Provincia, così da lasciare liberi i cittadini di scegliere da chi vogliono essere rappresentati, garantendo una reale rappresentanza ai gruppi linguistici?

Continuo a ribadire che proporzionalmente la comunità italiana di Bressanone deve avere due assessori in giunta, mi chiedo perché dovremmo rinunciare a tale quota, rilegandoci alle sole deleghe linguistiche?

Secondo Huber, dovremmo fustigarci solo per far eleggere Renate Prader, che non ha alcuna possibilità di essere eletta sindaco, in consiglio comunale. Prader della quale, pur stimando la persona, non rammento grandi slanci politici per cui dovremmo mettere a rischio una partecipazione concreta della comunità italiana nel governo della città.

Inoltre, ricordo a Huber che è stato lo stesso Pd brissinese, per garantire visibilità alla presidente del consiglio Prader (1.100 euro al mese, anche nei mesi in cui non c’era alcuna riunione di consiglio), a porsi contro le modifiche da me richieste allo statuto comunale per introdurre l’alternanza linguistica alla carica di presidente del consiglio, uniformando così il nostro comune al consiglio provinciale e ai consigli comunali di Bolzano e Laives nei quali il Pd è stato al governo. Norme di garanzia che distribuiscono in maniera temporalmente equa cariche di rappresentanza, ma che evidentemente, per Huber, valgono meno dell’interetnicità riassumibile nella figura di Renate Prader.

E poi Huber non imputi al centro destra cittadino di essere contro le donne: le nostre liste a Bressanone hanno avuto nelle ultime tornate elettorali una presenza cospicua di donne anche candiate alla carica di sindaco.

Infine - punge ancora Bova - tutto mi sarei aspettato tranne che sentirmi fare la lezioncina culturale da Huber, che erroneamente mescola le critiche a Renate Prader a quelle alla figura di Gabriele D’Annunzio, quasi a profetizzare che troveremo le opere e le imprese della candidata Pd su qualche antologia o libro di storia alla pari di quelle del Vate abruzzese".