VAL D’ISARCO. Ripartono con la partecipazione di tre giovani i progetti di Servizio civile provinciale volontario curati sul territorio dalla Comunità comprensoriale Val d’Isarco. “Le proposte a disposizione erano 4 - spiegano ai servizi sociali della comunità - ma per l’attività alla Casa delle donne a Bressanone non sono arrivate richieste”. I candidati si sono presentati invece per iniziare i programmi di assistenza a disabili al centro sociale Seeburg a Bressanone, l’attività di supporto nella struttura per malati psichici Bartgaishof a Varna e per l’aiuto domiciliare ad anziani. Le tre ragazze che si sono fatte avanti e sono state selezionate inizieranno presto un impegno di otto mesi, prolungabili a dodici, che, con l’accompagnamento e l’affiancamento di operatori professionali, si articolerà in 6 ore al giorno per cinque giorni a settimana e garantirà ai giovani, oltre all’assistenza formativa, pranzo e un compenso di 450 euro mensili.

“I programmi di servizio civile sono stati avviati dalla Comunità nel 2007 - riferiscono i responsabili dei Servizi sociali - e hanno registrato risultati davvero positivi fra i giovani coinvolti. I progetti sono aperti a ragazzi fra i 18 e i 29 anni e in genere riceviamo richieste di neo diplomati che investono in un compito sociale anche impegnativo e sfidante un anno di tempo, magari in attesa di scegliere in modo chiaro fra continuazione degli studi e ingresso nel mondo del lavoro. Arrivano domande anche di maturati senza specifica formazione sociale: si mettono a disposizione delle strutture e nelle strutture ricevono preparazione e vivono esperienze importanti”.

Resta il dato delle richieste spesso in numero inferiore ai posti offerti: “È un riscontro comune in Alto Adige, opposto a quanto invece si vede in altre regioni - spiegano in Comunità - Forse qui ci sono meno ragazzi interessati alla proposta, anche se chi si candida ha motivazioni ed entusiasmo. C’è poi da dire che, se il Servizio civile provinciale raccoglie comunque domande, quello nazionale è meno pubblicizzato e conosciuto e, come accaduto in Comunità per l’anno 2018-19, resta talvolta senza aspiranti. Inoltre, noi allestiamo progetti per un numero ridotto di giovani, a differenza di altri enti o organizzazioni: la Croce bianca, ad esempio, vara progetti con 15/20 persone”. Quindi, per la Val d’Isarco l’ambito operativo, per così dire, è ridotto, ma “in termini di qualità, i risultati sono soddisfacenti”.