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BRESSANONE. Per il ponte dell’Immacolata di solito centinaia di turisti si riversano ogni anno a Bressanone in camper, con i pullman o con le auto, le strade si intasano, i parcheggi sembrano essere una chimera e nel centro storico la fiumana di gente che gira in tondo lungo i portici per raggiungere la “piazza del mercatino” non lascia intravedere un cubetto di porfido mentre si passeggia.
Ma non quest’anno: “È stato uno dei ponti dell’Immacolata più tranquilli degli ultimi anni: il traffico ha retto, e c’era parcheggio per tutti”. Il commento è del comandante ad interim della polizia locale Gernot Wieland all’indomani del weekend più caotico della stagione invernale.
Certo, fra venerdì e domenica i turisti non sono mancati, ma il caos del traffico non si è fatto sentire come in passato: “Credo, a occhio, che siano arrivati la metà dei pullman dello scorso anno – spiega – e si sono visti anche relativamente pochi camper, tanto che non abbiamo neppure utilizzato il parcheggio che per la prima volta avremmo avuto a disposizione nel piazzale della Planta”.
Già, i camper, altro spauracchio di chi si mette in strada in questi giorni: a nord di Bressanone, nel piazzale della Melix, nello spazio riservato a chi viaggia in caravan c’era posto per tutti. “Venerdì mattina era mezzo vuoto – continua Wieland - sabato si è affollato e domenica già nel primo pomeriggio ha chiuso i battenti”. Ma anche di auto se ne sono viste (relativamente) poche: i parcheggi, quello dell’Acquarena in primis, erano affollati, certo, ma gli agenti della polizia locale non hanno mai esposto il cartello che dichiara il tutto esaurito.
Un Ponte tranquillo, dunque, ma dove sono finiti tutti quei i turisti che fino all’anno scorso affollavano la città? In Val Pusteria o in Badia, forse, visto che domenica pomeriggio la situazione lungo la statale fra Chienes a Sciaves rasentava l’incubo: oltre un’ora per raggiungere la barriera autostradale di Varna. E, mentre la maggior parte dei visitatori si accodava sull’A22, i primi fiocchi di neve cadevano sulla città vescovile, che nel frattempo si era letteralmente svuotata. Poco prima delle 17 il centro storico sembrava essere tornato a trent’anni fa e le critiche di molti – ospiti, ma anche locali – si sono fatte sentire: nel raggio di cinquecento metri attorno alla piazza Duomo c’erano due pizzerie e un bar aperto; quei pochi turisti che hanno prolungato il weekend si sono scaldati con il vin brulé del mercatino, giusto perché la ricerca di un locale aperto aveva dato esiti negativi e i loro commenti (giunti poi in redazione sotto forma di lamentele) non elogiavano certo una politica del turismo che dopo una certa ora non offre un posto dove poter bere un bicchiere o mangiare un panino al caldo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Ma non quest’anno: “È stato uno dei ponti dell’Immacolata più tranquilli degli ultimi anni: il traffico ha retto, e c’era parcheggio per tutti”. Il commento è del comandante ad interim della polizia locale Gernot Wieland all’indomani del weekend più caotico della stagione invernale.
Certo, fra venerdì e domenica i turisti non sono mancati, ma il caos del traffico non si è fatto sentire come in passato: “Credo, a occhio, che siano arrivati la metà dei pullman dello scorso anno – spiega – e si sono visti anche relativamente pochi camper, tanto che non abbiamo neppure utilizzato il parcheggio che per la prima volta avremmo avuto a disposizione nel piazzale della Planta”.
Già, i camper, altro spauracchio di chi si mette in strada in questi giorni: a nord di Bressanone, nel piazzale della Melix, nello spazio riservato a chi viaggia in caravan c’era posto per tutti. “Venerdì mattina era mezzo vuoto – continua Wieland - sabato si è affollato e domenica già nel primo pomeriggio ha chiuso i battenti”. Ma anche di auto se ne sono viste (relativamente) poche: i parcheggi, quello dell’Acquarena in primis, erano affollati, certo, ma gli agenti della polizia locale non hanno mai esposto il cartello che dichiara il tutto esaurito.
Un Ponte tranquillo, dunque, ma dove sono finiti tutti quei i turisti che fino all’anno scorso affollavano la città? In Val Pusteria o in Badia, forse, visto che domenica pomeriggio la situazione lungo la statale fra Chienes a Sciaves rasentava l’incubo: oltre un’ora per raggiungere la barriera autostradale di Varna. E, mentre la maggior parte dei visitatori si accodava sull’A22, i primi fiocchi di neve cadevano sulla città vescovile, che nel frattempo si era letteralmente svuotata. Poco prima delle 17 il centro storico sembrava essere tornato a trent’anni fa e le critiche di molti – ospiti, ma anche locali – si sono fatte sentire: nel raggio di cinquecento metri attorno alla piazza Duomo c’erano due pizzerie e un bar aperto; quei pochi turisti che hanno prolungato il weekend si sono scaldati con il vin brulé del mercatino, giusto perché la ricerca di un locale aperto aveva dato esiti negativi e i loro commenti (giunti poi in redazione sotto forma di lamentele) non elogiavano certo una politica del turismo che dopo una certa ora non offre un posto dove poter bere un bicchiere o mangiare un panino al caldo.
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