BRESSANONE. Si è concluso oggi, sabato 20 settembre, con la cerimonia di consegna delle onorificenze diocesane il Convegno pastorale della Chiesa altoatesina, tradizionalmente ospitato all’Accademia Cusano di Bressanone. Il riconoscimento – la medaglia d'onore della Diocesi – è stato conferito a tre figure di spicco dell’impegno ecclesiale e civile: Maria Cavagna, Josef Stricker e Karl Fink.
 

A consegnare le onorificenze è stato il vescovo Ivo Muser, dopo la laudatio del vicario generale Eugen Runggaldier. Le proposte di candidatura arrivano ogni anno dal Consiglio pastorale e dalle associazioni cattoliche, come segno di gratitudine verso chi ha saputo tradurre il Vangelo in azione concreta a servizio della comunità.
 

Maria Cavagna, bolzanina, è stata insegnante nelle scuole dell’Alto Adige e poi nel sud Italia, dedicandosi all’educazione di adulti e giovani in situazioni di marginalità. Tornata in Alto Adige, ha continuato a insegnare le lingue ai nuovi cittadini e a operare nel volontariato sociale ed ecclesiale. Consacrata secolare, è figura attiva nella Consulta dei laici e in molteplici realtà come il Teatro Cristallo, la mensa Caritas e il Giardino delle religioni.

Karl Fink, originario di Renon e tipografo di formazione, è stato fondatore della prima associazione dei sudtirolesi a Stoccarda negli anni ’60. Tornato a Bolzano, ha dedicato oltre 50 anni al volontariato nella Conferenza di San Vincenzo e all’assistenza dei detenuti del carcere cittadino. Storico attivista del KVW, è considerato un pilastro del volontariato sociale altoatesino.

Josef Stricker, prete operaio di Martello, è stato figura di riferimento per il mondo del lavoro e del sociale. Negli anni ’70 ha lavorato come operaio alla Lanca e all’Iveco, mantenendo sempre una forte vocazione pastorale e sindacale. È stato assistente spirituale del KVW, referente diocesano per le tematiche sociali e voce critica del panorama locale, noto per le sue riflessioni sui giornali altoatesini.
 

Con questa cerimonia, la Diocesi ha voluto sottolineare l’importanza di uno stile di Chiesa vicino alla vita concreta delle persone, riconoscendo chi da anni costruisce comunità attraverso il servizio.