BRESSANONE. Il lento accendersi delle luci sul grande abete al centro della stanza, mentre i coristi intonano Stille Nacht trasforma il cuore anche del più attempato degli alpinisti in quello di un bambino; lo stesso che si recava all’accademia Cusanus, e prima nella sala Excelsior, accompagnato da mamma e papà, magari con la slitta.

A Bressanone l’Avvento coincide con uno degli eventi più sentiti dalla comunità italiana: il Natale Alpino. Sono in pochi i brissinesi che non hanno la tesserina blu con l’aquila sullo scudo stellato; e sono ancora meno quelli che a ridosso delle festività non hanno partecipato a questa ricorrenza: sono trascorsi quasi settant’anni, e questa festa resta ancora la più sentita da tutti i soci.

L’appuntamento per quest’anno è per domenica 10 dicembre alle 17 nella sala “Prihsna” del Forum di via Roma, e seguirà quel rodato copione che non ha mai smesso di emozionare. I soci del sodalizio lo considerano infatti come una sorta di una festa di famiglia, una riunione di tutti gli appassionati della montagna, dai membri del gruppo dell’escursionismo, al gruppo giovanile, dal Soccorso alpino al Coro Plose.

Un’occasione, dunque per riunirsi e fotografare i momenti più intensi dell’anno appena trascorso, con l’esposizione, da parte dei rappresentanti dei singoli gruppi, della loro attività svolta: le tante gite, quelle di sci - alpinismo e ciaspolate, le serate culturali, i corsi di sci, gli interventi del Cnsas ed i concerti del coro di musica popolare e di montagna legata strettamente al Cai cittadino. Quest’anno, poi, ci sarà la possibilità di conoscere ancora più da vicino l’attività operativa del Soccorso alpino di Bressanone con un filmato prodotto dalla Rai; il tutto condito dalle ciante del Plose.

Al termine ci sarà lo scambio degli auguri natalizi, con dolci e una bicchierata, e con l’occasione, all’ingresso della sala, sarà possibile rinnovare l’adesione al sodalizio per il 2018 e ritirare il libretto delle attività in programma.

La prima edizione del Natale alpino risale al 1946, ed era stata organizzata con le stesse finalità delle edizioni contemporanee; solo la location era diversa, la sala Excelsior. Assieme al Plose, quella sera cantarono anche i coristi del “Dolomiti” ed il successo fu tale che per l’anno successivo gli organizzatori decisero di riproporlo. E anno dopo anno, generazione dopo generazione, la grande famiglia del Cai brissinese si ritrova unita a celebrare le festività, con qualche “vecio” in meno, ma sempre con qualche “bocia” in più, che scorrazza con gli amici per la sala addentando il panettone.