ALTA VALLE ISARCO. Val di Vizze e Brennero già ospitano profughi, gli altri quattro Comuni dell’Alta valle d’Isarco, Vipiteno, Racines, Campo di Trens e Fortezza, partecipano al progetto Sprar e sarà la Comunità comprensoriale a organizzare l’accoglienza. Il tutto è stato definito in un incontro fra i vertici del comprensorio e i sindaci.
"All’Alto Adige vengono assegnati dei richiedenti asilo politico che devono essere ospitati in strutture idonee dislocate nei territori comunali - ha spiegato Christina Tinkhauser, direttrice del Servizio sociale della Comunità - In Alto Adige si prevede un criterio di distribuzione pari a 3,5 posti ogni 1000 abitanti”. I Comuni dell’Alta Valle Isarco dovrebbero quindi mettere a disposizione 71 posti.
Il Comune della Val di Vizze alla Casa Lea ha da tempo attrezzato sul proprio territorio comunale un centro d’accoglienza mettendo a disposizione 44 posti per profughi. Anche il comune di Brennero contribuisce con il Servizio umanitario per profughi al Brennero. "Questi due Comuni non parteciperanno al progetto Sprar - ha commentato il presidente della Comunità comprensoriale Karl Polig - Vipiteno invece metterà a disposizione fino a 24 posti, Racines 16, Campo di Trens 8 e Fortezza 4. I sindaci dei Comuni nel corso dell’anno hanno concordato di incaricare la Comunità comprensoriale per i compiti di realizzazione e gestione del progetto Sprar e contemporaneamente hanno affidato alla stessa Comunità l’accesso alle relative risorse finanziarie”.
Nel consiglio comprensoriale l’incarico e la delega sono stati accolti con apposita delibera. Per quanto concerne l’elaborazione del progetto, è stata incaricata la ripartizione Servizi sociali della Comunità comprensoriale Wipptal. Dopo l’approvazione del progetto da parte del ministero degli interni, il Servizio sociale ne assumerà la realizzazione e gestione, mentre i Comuni coinvolti parteciperanno con il 5% dei costi e il resto del finanziamento sarà sostenuto dal ministero degli interni con mezzi finanziari che arrivano dall’Unione Europea. "La decisione dei Comuni era necessaria e allo stesso tempo di una certa rilevanza - ha ribadito Polig - In tal modo gli stessi Comuni si sono assunti la responsabilità, con lungimiranza anche politica, di dare risposte all’immigrazione”. (fdv)
"All’Alto Adige vengono assegnati dei richiedenti asilo politico che devono essere ospitati in strutture idonee dislocate nei territori comunali - ha spiegato Christina Tinkhauser, direttrice del Servizio sociale della Comunità - In Alto Adige si prevede un criterio di distribuzione pari a 3,5 posti ogni 1000 abitanti”. I Comuni dell’Alta Valle Isarco dovrebbero quindi mettere a disposizione 71 posti.
Il Comune della Val di Vizze alla Casa Lea ha da tempo attrezzato sul proprio territorio comunale un centro d’accoglienza mettendo a disposizione 44 posti per profughi. Anche il comune di Brennero contribuisce con il Servizio umanitario per profughi al Brennero. "Questi due Comuni non parteciperanno al progetto Sprar - ha commentato il presidente della Comunità comprensoriale Karl Polig - Vipiteno invece metterà a disposizione fino a 24 posti, Racines 16, Campo di Trens 8 e Fortezza 4. I sindaci dei Comuni nel corso dell’anno hanno concordato di incaricare la Comunità comprensoriale per i compiti di realizzazione e gestione del progetto Sprar e contemporaneamente hanno affidato alla stessa Comunità l’accesso alle relative risorse finanziarie”.
Nel consiglio comprensoriale l’incarico e la delega sono stati accolti con apposita delibera. Per quanto concerne l’elaborazione del progetto, è stata incaricata la ripartizione Servizi sociali della Comunità comprensoriale Wipptal. Dopo l’approvazione del progetto da parte del ministero degli interni, il Servizio sociale ne assumerà la realizzazione e gestione, mentre i Comuni coinvolti parteciperanno con il 5% dei costi e il resto del finanziamento sarà sostenuto dal ministero degli interni con mezzi finanziari che arrivano dall’Unione Europea. "La decisione dei Comuni era necessaria e allo stesso tempo di una certa rilevanza - ha ribadito Polig - In tal modo gli stessi Comuni si sono assunti la responsabilità, con lungimiranza anche politica, di dare risposte all’immigrazione”. (fdv)

