Bressanone. L’emergenza coronavirus ha cambiato drammaticamente molti aspetti, risvolti e momenti delle nostre vite quotidiane e ha influito anche sulla celebrazione di riti e cerimonie. Così, sul finire di quest’anno terribile 2020 il Comune di Bressanone, tra mille incombenze da considerare, si è trovato anche a dover restituire 600 euro “per matrimoni civili non celebrati causa Covid 19”.

Una determinazione firmata dalla responsabile del servizio finanziario Giuseppina Dal Cortivo autorizza a “rimborsare e liquidare alle persone indicate nell’allegato prospetto le tariffe versate e non dovute per un importo totale di euro 600”. Più precisamente, si legge ancora nel documento pubblicato nell’albo comunale, “diverse coppie avevano già versato la tariffa, mentre la celebrazione del matrimonio non è potuta avvenire o è stata spostata ad altra data, in cui la tariffa dovuta è minore, a causa della diffusione della pandemia da Covid-19”. Per questo motivo, scrive ancora la responsabile del servizio finanziario, “sul capitolo corrispondente risultano dei crediti che devono essere restituiti”. E che adesso vengono appunto restituiti, anche “viste le domande di rimborso della tariffa non dovuta presentate”. Il rimando all’allegato prospetto per conoscere i nomi degli interessati chiaramente non può soddisfare l’eventuale curiosità di chi scorre l’albo comunale. E infatti la responsabile precisa “di non pubblicare il prospetto con i nomi dei richiedenti per motivi di tutela dei dati personali e particolari”. In ogni caso, restano le indicazioni che autorizzano tre rimborsi, per importi di 300, 100 e 200 euro.

“I matrimoni civili, quest’anno, sono stati sospesi e rinviati in periodo di lockdown - spiega a sua volta il sindaco Peter Brunner - e, a seguire e fino a questi giorni, sono stati e vengono celebrati, fra sala e terrazza del municipio, con limitazioni rispetto alla formula tradizionalmente adottata. Ad esempio, è prevista una riduzione del numero massimo di persone presenti ed è chiaramente disposto un protocollo specifico con misure di sicurezza e di prevenzione dei rischi possibili di contagio che comprendono l’assicurazione di distanze minime fra le persone e la limitazione o la cancellazione di particolari richieste relative a momenti celebrativi collettivi e di gruppo”. Intanto, per i matrimoni civili annullati o rinviati a un periodo con diversa tariffa, il Comune ha “ritenuto necessario e opportuno rimborsare ai richiedenti gli importi versati e non dovuti”.