BRESSANONE. Le gru stanno sorgendo ovunque: tutto il fronte ovest della città, da Costa d’Elvas fino alla fine della Karlspromenade è ormai un brulicare di cantieri, lungo la statale in direzione di Varna stanno sorgendo condomini su condomini, a Millan è ormai difficile pensare di costruire casa, perché non esiste un francobollo di terra libero. Ma c’è un’oasi verde che si apre agli occhi di chi passeggia lungo l’Isarco dalla parte opposta alla zona industriale, che riesce ancora a sorprendere: dal ponte del Lido si cammina verso sud, si oltrepassano delle villette a schiera, e dal campo da calcio in poi l’orizzonte si amplia, la vista si perde in grandi distese verdi. Sono i prati di Millan, un patrimonio per tutto il fondovalle, quattro ettari e passa di terra dichiarata area naturale protetta nel 1995. Lì, poco prima di un ponticello in legno, sorge un boschetto ed un piccolo specchio d’acqua, un biotopo naturale, l'ultimo residuo di un'area umida situata in una conca ai piedi di un terrazzo alluvionale una volta molto estesa, che ora verrà rinaturalizzata dagli esperti dell’Ufficio ecologia del paesaggio. Nel corso del tempo, in seguito al suo parziale riempimento e utilizzo per coltivazioni è venuto meno l'apporto di acqua grazie alle naturali esondazioni del fiume Isarco; l’idea degli addetti ai lavori è di restituire vitalità a questo habitat naturale. Innanzitutto verranno tagliati gli arbusti nell'area interessata, poi verrà asportato lo strato di terreno che era stato aggiunto negli anni, e in particolare un prato pingue sarà sostituito da un prato umido, influenzato dalla dinamica dell'acqua di falda, mentre nell'area più centrale l'asporto di terra contribuirà a ripristinare la naturale dinamica del biotopo. Grazie agli interventi di rinaturalizzazione sarà incrementata la varietà di habitat nel biotopo Prà Millan e così anche favorita la biodiversità. Perché in questa piccola oasi vivono diverse specie di animali, e fra questi c’è la raganella italiana (Hyla intermedia): una specie fortemente minacciata ed è inserita come tale nella "lista rossa" delle specie animali minacciate. (lu.ma.)