BRESSANONE. Come vivono e come trascorrono le giornate i 60 nuovi profughi arrivati da qualche tempo alla caserma Schenoni di Bressanone? Sono in molti ad esserselo chiesto, compresi i politici locali che hanno partecipato ad un sopralluogo alla presenza dell’assessora provinciale Martha Stocker, che si occupa di accoglienza su tutto il territorio cercando di coinvolgere – con alterne fortune – Comuni e Comprensori. Tra i più curiosi c’era anche il consigliere comunale di centrodestra Antonio Bova. «Eravamo curiosi di capire e verificare con i nostri occhi come i nuovi arrivati vivessero all'interno dell'ex caserma e se si fossero davvero già ambientati».

A piano terra della palazzina principale ci sono uffici amministrativi, aule studio e stanze per il tempo libero, mentre al primo piano sono state sistemate 18 camere da letto, 12 da quattro persone e 6 da due. «Una delle cose - prosegue Bova - che mi ha colpito di più è che tutti i migranti sono autonomi nel gestire il proprio cibo e che ognuno cucina per sé in una zona debitamente attrezzata. Per arredare le varie stanze e gli spazi interni sono stati utilizzati materiali riciclati, di seconda mano, regalati dagli stessi cittadini. C’è chi ha contribuito donando stoviglie, chi ha portato materassi, tappeti e lenzuola».

I migranti hanno una sala per pregare in comune dove trascorrono una parte del loro tempo libero. «Metà di essi, peraltro, sono già impegnati in diverse attività lavorative su incarico del Comune e delle società ad esso collegate».

Si tratta, è bene precisarlo, di attività di puro volontariato, quindi non retribuite, nelle società inhouse dell’amministrazione. «Alcuni profughi si occupano del risanamento della caserma mentre altri saranno assegnati al cantiere comunale e provvederanno a spalare anche la neve». Definiti, in linea di massimna, i programmi per il 2018. «A breve inizierà un corso di lingua all'interno della caserma, perché quasi nessuno riesce ad esprimersi in italiano o in tedesco. Di recente i migranti hanno avuto modo di capire anche l'importanza della raccolta differenziata all'interno della struttura». L’integrazione procede, dunque, per il meglio.

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