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BRESSANONE. Entro sei mesi il Comune di Bressanone avrà per la prima volta, come previsto dalla legge provinciale, un piano comunale per la classificazione acustica, un piano che suddivide acusticamente, secondo il numero di decibel, tutte le zone della città. Il sindaco Peter Brunner ha spiegato che la giunta comunale, nella sua ultima seduta, ha approvato la nuova proposta di piano comunale per la classificazione acustica, piano già trattato nel consiglio dell'ottobre scorso, che sono state inserite alcune integrazioni riguardanti la zona industriale, è stato stabilito che tra due zone adiacenti non ci può essere uno scarto di più di 1 e che, salvo imprevisti, il piano diventerà esecutivo entro sei mesi. Le zone vicino alla Ferrovia, all'A22 e quelle militari non sono state considerate perchè non rientranti nella legge provinciale. In pratica, la città viene suddivisa in zone con acustica da 1 a 6, secondo il numero di decibel, e in futuro sia il Comune che i privati dovranno attenersi al Piano sia per modifiche al Puc che per eventuali costruzioni. «In città ci sono zone abitative, verdi, pubbliche, sportive, scolastiche, artigianali ed industriali – spiega il sindaco Brunner - Ebbene, ogni zona rientra in un categoria acustica con un tot di decibel. La zona 1, con una media massima di 45 decibel, comprende scuole, asili e l'ospedale. La zona 2 è quella con aree abitative ed ha un massimo di 50 decibel; la zona 3, mista abitativa-commerciale come il centro storico di Bressanone, prevede un massimo di 55 decibel, mentre le zone da 4 a 5 sono quelle artigianali ed industriali. A Bressanone non ci sono zone 6. Di notte la media di decibel prevista diminuisce di 10 unità. In futuro, grazie a questo Piano sia il Comune che i privati dovranno attenersi al numero di decibel previsto per le varie zone della città. Tra le regole c'è quella che tra due zone adiacenti non ci può essere che uno scarto di 1, quindi una zona 2 può stare vicino ad una zona 3 ma non 4 o 5”. Nelle zone 4 e 5 il massimo di decibel diurni è 65. «Il prossimo passo sarà il passaggio in Provincia, all'ufficio Aria e Rumore», conclude Brunner.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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