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CHIUSA. Nel 1996 quando fu eletta badessa Maria Ancilla Hohenegger il convento di Sabiona contava 18 suore benedettine, poi rimaste tre nel maggio scorso, due delle quali hanno preso i voti solenni. Di sicuro, con questi numeri, non avrebbero certo potuto sfruttare al meglio l'ampio complesso né permettersi gli alti costi di manutenzione. A fine novembre, dunque, sarà davvero la fine di un’epoca con l’addio delle ultime due religiose. Nei giorni scorsi il vescovo Ivo Muser ha presieduto l’attesa e commovente celebrazione di commiato. Tra pochi giorni ci sarà l’annunciato passaggio di consegne perché la congregazione benedettina affiderà il convento alla Diocesi e, di fatto, si tratta di un ritorno al passato.
Le prime suore.
Giunsero a Sabiona nel lontano 1685 da Nonnberg vicino a Salisburgo e l'anno seguente il convento fu formalmente istituito dal vescovo di Bressanone, a cui rimase subordinato per secoli. Per questo motivo le suore avevano deciso già alcuni anni fa di affidare questo luogo alla Diocesi in caso di scioglimento dell'abbazia.
La badessa ha consegnato le chiavi del Monastero al vescovo.
«Questo luogo simbolo della nostra terra rimarrà segnato dall'ora et labora tipico delle suore benedettine. Spero che ci sia continuità nella discontinuità, faremo di tutto affinché Sabiona rimanga un luogo di spiritualità che infonde speranza», ha sottolineato monsignor Ivo Muser. La badessa Ancilla Hohenegger ha consegnato direttamente nelle mani del vescovo le chiavi del monastero.



