BRESSANONE. Interventi in crescita nel 2017 rispetto all’anno precedente da parte del soccorso alpino Cnsas di Bressanone, chiamati in causa 298 volte. I volontari brissinesi sono stati allertati per ben 52 volte per ricerche di persone disperse, soccorso a persone ferite o colpite da malore e recupero di parapendii impigliati fra gli alberi dei boschi. Il resto riguarda i soccorsi sulle piste da sci. «Le categorie di interventi che ci hanno impegnato in 52 occasioni sono più impegnativi di quelli sulle piste e impegnano un numero ben più elevato di persone» spiega il caposezione Carlo Vallazza. Ciò non toglie che oltre ai tradizionali interventi in tutte le stagioni dell'anno, molto del nostro lavoro si svolge proprio sulle piste da sci ed in particolare la nostra squadra svolge il servizio di soccorso piste sulla Plose. Ci teniamo a precisare che il soccorso piste a Bressanone è gratuito. Nel corso del 2017, sulla “montagna di casa” abbiamo svolto 247 interventi che, sommati agli altri 52 del corso dell'anno, portano ad un totale di quasi 300 uscite».
Guardando le statistiche, sempre al netto del soccorso piste, emerge che i mesi più impegnativi sono stati quelli di luglio con dieci interventi, seguito da agosto e ottobre con nove interventi ciascuno. Le giornate più critiche si sono rivelate quelle di lunedì, martedì e giovedì e le fasce orarie più intense sono state quelle tra le 13 e le 15 e tra le 16 e le 20.
La maggior parte degli interventi sono stati effettuati nel territorio comunale di Bressanone, seguito da Villandro, Chiusa, Varna, Luson, mentre altre operazioni sono state portate a termine nelle zone di Velturno, Fortezza e Naz Sciaves. In un caso particolare, il Cnsas di Bressanone è stato chiamato anche per supportare una ricerca al di fuori del proprio territorio di competenza. «Pianificate con cura la gita ponendo particolare attenzione ai propri itinerari – ricorda Vallazza a chi frequenta la montagna –: è importante assumere sempre informazioni direttamente dai soggetti istituzionali presenti in zona come Guide Alpine, sezioni Cai e stazioni Cnsas. E lasciate sempre detto dove siete diretti e con chi».
Guardando le statistiche, sempre al netto del soccorso piste, emerge che i mesi più impegnativi sono stati quelli di luglio con dieci interventi, seguito da agosto e ottobre con nove interventi ciascuno. Le giornate più critiche si sono rivelate quelle di lunedì, martedì e giovedì e le fasce orarie più intense sono state quelle tra le 13 e le 15 e tra le 16 e le 20.
La maggior parte degli interventi sono stati effettuati nel territorio comunale di Bressanone, seguito da Villandro, Chiusa, Varna, Luson, mentre altre operazioni sono state portate a termine nelle zone di Velturno, Fortezza e Naz Sciaves. In un caso particolare, il Cnsas di Bressanone è stato chiamato anche per supportare una ricerca al di fuori del proprio territorio di competenza. «Pianificate con cura la gita ponendo particolare attenzione ai propri itinerari – ricorda Vallazza a chi frequenta la montagna –: è importante assumere sempre informazioni direttamente dai soggetti istituzionali presenti in zona come Guide Alpine, sezioni Cai e stazioni Cnsas. E lasciate sempre detto dove siete diretti e con chi».

