PHOTO
BRESSANONE. Rivoluzionario e delicato, responsabile e pieno di energia: basterebbero questi aggettivi per raccontare la proposta per trasformazione, valorizzazione e apertura al pubblico del Giardino vescovile di Bressanone presentata ieri al Forum dal celebre artista multimediale austriaco André Heller. Un progetto inedito in una realtà cittadina come Bressanone, un progetto che punta a creare un luogo che attiri le persone emozionandole con qualcosa di unico.
Per fare tutto questo e garantire altresì la ricerca di quiete, nel nuovo progetto del Giardino non sarà possibile l’afflusso di più di 300 persone contemporaneamente. Un progetto di valenza non solo provinciale ma internazionale, alla cui presentazione hanno preso parte anche il presidente della Provincia Arno Kompatscher, il vescovo Ivo Muser e il sindaco di Bressanone Peter Brunner. “La mia intenzione - ha spiegato Heller – è intervenire con un allestimento responsabile, oculato e delicato, perché nel cuore di una città servono luoghi di qualità e atemporali. Per ottenere tutto questo, penso alla collocazione nel giardino di una quarantina di opere che suscitino stupore, accanto a cespugli e alberi di alto fusto che regalano ombra”.
Nel progetto sono previsti anche un parco giochi per i bambini e spazi per la lettura e la musica fra le due torri storiche, “in modo da trasmettere bellezza, incoraggiamento e salute”.
Il riferimento all’Alto Adige resta essenziale, secondo Heller, e si potrà realizzare attraverso il ricorso a piante tipiche del territorio, attraverso il coinvolgimento di artisti locali con una mostra permanente, con l’utilizzo in modo artistico di bandiere.
Il progetto prevede inoltre, su metà delle superficie complessiva di 2,5 ettari, la messa a dimora di alberi da frutto che costituirebbero un manto di protezione attorno alle diverse novità. La distanza tra le singole piante potrà disegnare, letta dall’alto nell’alfabeto Morse, una frase tratta dalla Dichiarazione universale dei diritti umani o dal Cantico delle creature di San Francesco.
"Trasmettiamo la tradizione, per unirla con il presente", ha ribadito Heller, che punta a sviluppare una “forza di attrazione magnetica in grado di catturare le persone”.
"Il nuovo cammina di pari passo con quello che è stato. Portiamo con noi le radici e le lasciamo crescere nel domani”, ha sintetizzato con un’immagine l’artista.
“Lo sviluppo del Giardino vescovile - ha spiegato a sua volta Kompatscher - è un progetto di interesse provinciale per il quale siamo tutti impegnati a ricercare una buona soluzione. Del concetto di Heller mi colpisce il messaggio di pace e di umanità e il coinvolgimento della storia”.
Il sindaco Peter Brunner ha ricordato che la cittadinanza di Bressanone sarà coinvolta nel progetto di valorizzazione del Giardino attraverso un percorso che “potrà fare bene a tutti”.
La conferenza stampa di ieri è stata preceduta da un incontro sul progetto con 45 partecipanti: oltre a Kompatscher e Muser, tra gli altri i rappresentanti dei Beni culturali di Provincia e Diocesi, della Giardineria comunale, i consiglieri comunali di Bressanone, i consiglieri provinciali della zona e l’assessore provinciale alla cultura Philipp Achammer. Si è trattato del secondo colloquio con André Heller: nel primo, cinque mesi fa, l’artista era stato incaricato di elaborare una proposta espositiva.
Per fare tutto questo e garantire altresì la ricerca di quiete, nel nuovo progetto del Giardino non sarà possibile l’afflusso di più di 300 persone contemporaneamente. Un progetto di valenza non solo provinciale ma internazionale, alla cui presentazione hanno preso parte anche il presidente della Provincia Arno Kompatscher, il vescovo Ivo Muser e il sindaco di Bressanone Peter Brunner. “La mia intenzione - ha spiegato Heller – è intervenire con un allestimento responsabile, oculato e delicato, perché nel cuore di una città servono luoghi di qualità e atemporali. Per ottenere tutto questo, penso alla collocazione nel giardino di una quarantina di opere che suscitino stupore, accanto a cespugli e alberi di alto fusto che regalano ombra”.
Nel progetto sono previsti anche un parco giochi per i bambini e spazi per la lettura e la musica fra le due torri storiche, “in modo da trasmettere bellezza, incoraggiamento e salute”.
Il riferimento all’Alto Adige resta essenziale, secondo Heller, e si potrà realizzare attraverso il ricorso a piante tipiche del territorio, attraverso il coinvolgimento di artisti locali con una mostra permanente, con l’utilizzo in modo artistico di bandiere.
Il progetto prevede inoltre, su metà delle superficie complessiva di 2,5 ettari, la messa a dimora di alberi da frutto che costituirebbero un manto di protezione attorno alle diverse novità. La distanza tra le singole piante potrà disegnare, letta dall’alto nell’alfabeto Morse, una frase tratta dalla Dichiarazione universale dei diritti umani o dal Cantico delle creature di San Francesco.
"Trasmettiamo la tradizione, per unirla con il presente", ha ribadito Heller, che punta a sviluppare una “forza di attrazione magnetica in grado di catturare le persone”.
"Il nuovo cammina di pari passo con quello che è stato. Portiamo con noi le radici e le lasciamo crescere nel domani”, ha sintetizzato con un’immagine l’artista.
“Lo sviluppo del Giardino vescovile - ha spiegato a sua volta Kompatscher - è un progetto di interesse provinciale per il quale siamo tutti impegnati a ricercare una buona soluzione. Del concetto di Heller mi colpisce il messaggio di pace e di umanità e il coinvolgimento della storia”.
Il sindaco Peter Brunner ha ricordato che la cittadinanza di Bressanone sarà coinvolta nel progetto di valorizzazione del Giardino attraverso un percorso che “potrà fare bene a tutti”.
La conferenza stampa di ieri è stata preceduta da un incontro sul progetto con 45 partecipanti: oltre a Kompatscher e Muser, tra gli altri i rappresentanti dei Beni culturali di Provincia e Diocesi, della Giardineria comunale, i consiglieri comunali di Bressanone, i consiglieri provinciali della zona e l’assessore provinciale alla cultura Philipp Achammer. Si è trattato del secondo colloquio con André Heller: nel primo, cinque mesi fa, l’artista era stato incaricato di elaborare una proposta espositiva.


