La polemica

Taglio del bosco ripariale a Bressanone: Pattis filma ruspe e motoseghe all’alba

L’ambientalista brissinese ha riprese il disboscamento di circa 7.000 metri quadrati destinati a capannoni industriali e parcheggi. Sul posto anche i carabinieri, chiamati dallo stesso Pattis durante le operazioni



BRESSANONE. Un video girato all’alba dall’ambientalista Franz Pattis documenta il disboscamento di circa 7.000 metri quadrati di bosco ripariale nella zona industriale di Bressanone. Le immagini, riprese nelle prime ore del mattino del 6 marzo, quando era ancora buio, mostrano operai, motoseghe ed escavatori al lavoro mentre gli alberi vengono abbattuti.

L'abbattimento all'alba del bosco ripariale a Bressanone, il video di Franz Pattis

Un video girato all’alba dall’ambientalista Franz Pattis mostra le fasi dell'abbattimento di un bosco ripariale di 7000 metri quadri nella zona industriale di Bressanone. Le immagini, riprese attorno alle 5.30 del mattino di venerdì 6 marzo, documentano operai, motoseghe ed escavatori al lavoro mentre, al buio, vengono abbattuti gli alberi. Pattis ha filmato la scena con lo smartphone. Abbattimento che sta sollevando molte polemiche. 

«Giovedì sera avevo visto movimenti strani, un camion della ditta Progress, un telo e, per questo, ho deciso di dormire in sacco a pelo, in auto. Attorno alle 5.30 ho notato grande movimento e, infatti, operai, motoseghe ed escavatori sono entrati in azione», racconta Pattis, che ha ripreso la scena con lo smartphone mentre iniziavano le operazioni di taglio. «Hanno cercato di impedirmi di filmare e un operaio mi ha rincorso», aggiunge.

L’ambientalista ha subito chiamato i carabinieri, arrivati rapidamente sul posto con due pattuglie. I lavori sono stati temporaneamente sospesi mentre i militari effettuavano le verifiche del caso. Dopo aver controllato la documentazione e la validità delle autorizzazioni, le operazioni di taglio sono riprese. Al posto del bosco sorgeranno capannoni industriali della Progress e parcheggi. Il progetto è contestato da anni da una parte della comunità locale, che aveva cercato di fermarlo con petizioni, catene umane, mozioni e ricorsi. Nonostante le proteste, l’amministrazione è andata avanti con l’intervento, avvenuto, secondo le associazioni ambientaliste, in un momento non consentito.

L’area disboscata svolgeva una funzione ecologica rilevante: il bosco ripariale contribuiva alla protezione degli argini e rappresenta un habitat importante per la biodiversità. Sulla sommità degli abeti nidificavano ogni anno tra le 9 e le 13 coppie di airone cenerino. Secondo i dati raccolti, nella zona sono state osservate complessivamente 64 specie di uccelli, di cui 29 nidificanti e sette inserite nella Lista rossa degli animali in pericolo. Nell’area erano presenti anche sette specie di chirotteri e tre specie di rettili che, secondo la normativa comunitaria, richiedono una protezione rigorosa a causa della loro rarità e del rischio di scomparsa.













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