BRESSANONE. Hanno aspettato quasi quattro anni, hanno affrontato oltre trenta processi, si sono trovati senza lavoro e solo grazie all’impegno del sindacato al quale si erano rivolti, la Sgb Cisl, ora riusciranno ad ottenere quegli stipendi ed il trattamento di fine rapporto che non avevano mai ricevuto dopo aver lavorato per una ditta che operava per il Comune di Bressanone: una somma che ammonta ad un totale di quasi 100 mila euro.

Il lieto fine è arrivato anche per loro, trenta dipendenti di una ditta che eseguiva pulizie negli asili, nelle mense e negli uffici della Pubblica amministrazione e che si sono trovati al centro di una situazione kafkiana: la ditta per cui lavoravano non voleva più pagare. Era il maggio del 2015, quando i dipendenti di un consorzio con sede legale a Roma aveva vinto la gara d’appalto indetta dal Comune di Bressanone con un’offerta economicamente molto vantaggiosa.

«Vantaggiosa, certo, ma solo per loro, perché puntava soprattutto al ribasso del costo del lavoro a danno dei propri dipendenti - spiega Claudio Alessandrini, funzionario della sede cittadina del sindacato Sgb Cisl - . Per fortuna gli operai si sono rivolti immediatamente a noi, così abbiamo potuto seguire la vicenda dall’inizio e riuscire a portarla a termine». Non senza fatica, però, perché sindacato, Ispettorato del lavoro, ispettorato dell’Inps e avvocati si sono trovati impigliati in una rete di cavilli burocratici che hanno trasformato quella che sembrava una normale vertenza in una sorta di odissea giudiziaria. In questi cinque anni sono stati presentati oltre cento ricorsi davanti alle autorità giudiziarie nei confronti del debitore principale, sono andate in scena una trentina di udienze, sono stati sentiti diversi testimoni e sono state studiate le carte depositate. Neppure il Comune riusciva a muovere un dito, finché finalmente nei giorni scorsi si è riusciti a sbloccare la situazione, ed oggi nelle casse di questi dipendenti arriveranno quei soldi che spettavano loro.

«Tutta questa lunga vicenda ha confermato quello che riteniamo sia un grande problema che affligge i lavoratori che operano in questi settori – continua Claudio Alessandrini - il sistema degli appalti così come è concepito non può funzionare: queste ditte si propongono a prezzi irrisori e quindi vincono le gare, spesso sfruttando i lavoratori. Ma soprattutto se si lavora per un ente pubblico, anche se indirettamente, bisogna offrire il meglio del servizio, perché si opera pur sempre a favore della collettività».

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