ALTA VAL D’ISARCO. La consulta circondariale lvh.apa dell’Alta Val d’Isarco si schiera compatta al fianco del presidente Gert Lanz, che si era espresso in modo molto critico nei confronti dell’amministrazione provinciale dopo la scelta di riunire gli uffici di artigianato e industria. “Prima di prendere in modo unilaterale simili decisioni, servirebbe confrontarsi preventivamente con il mondo economico – ha affermato la presidente circondariale dell’Alta Val d’Isarco Petra Holzer.

E così, dopo il presidente lvh.apa, anche gli artigiani dell’Alta Val d’Isarco scendono in campo contro le recenti scelte dell’amministrazione provinciale. La decisione di riunire sotto un’unica direzione gli uffici dell’artigianato e dell’industria, a quanto pare, non è assolutamente piaciuta agli addetti ai lavori del settore sull’intero palcoscenico provinciale.

“I diversi presidenti comunali lvh.apa dell’Alta Val d’Isarco e in generale la consulta circondariale appoggiano il presidente Lanz e condividono la sua presa di posizione – ha affermato la portavoce Petra Holzer, presidente circondariale dell’Alta Val d’Isarco -. Quando si affrontano tematiche di questo genere e si prendono determinate decisioni, sarebbe importante confrontarsi preventivamente con gli addetti ai lavori, ovvero con i soggetti su cui quelle decisioni avranno un effetto e delle conseguenze. Solamente in questo modo si potrà arrivare a soluzioni condivise e si potranno evitare le critiche, nello specifico derivanti dalla scelta di riunire tra loro due settori economici con esigenze in molti casi divergenti”.

Quello relativo all’unione degli uffici “artigianato” e “industria” è peraltro l’ultimo esempio in ordine di tempo di “decisioni prese senza interpellare gli operatori economici coinvolti”, ha aggiunto Holzer, proseguendo con degli esempi: “Se guardiamo a tematiche come l’urbanistica o i contributi all’economia, in passato è già capitato di dover fare i conti con questo genere di scelte e decisioni”, ha aggiunto sempre Holzer, che ha infine sottolineato la propria preoccupazione: “In questo modo si finisce inevitabilmente per svantaggiare un settore di grande rilevanza per l’economia altoatesina e indispensabile nella formazione di giovane forza lavoro. Un compito che, non venendo sufficientemente tutelati, per noi artigiani rischia di diventare sempre più difficile”.