VARNA. Nel comune di Varna si sta discutendo da qualche tempo di un tema che rappresenta una sfida per l’amministrazione comunale e per l’intera comunità locale. Si tratta dell’accoglienza di 16 richiedenti asilo, attesi nel corso di quest’anno.

Il sindaco Andreas Schatzer spiega la situazione e come ci si prepara per ospitare queste persone. “Ancora non sappiamo con esattezza quando arriveranno – dice Schatzer – anche se abbiamo votato e approvato una delibera consigliare con la quale abbiamo aderito allo Sprar, il sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati”.

Come sta vivendo Varna questa situazione?

“Il tema è complesso. Ci stiamo confrontando da tempo e non ha mancato di suscitare timori, dubbi, domande. Con il supporto della Comunità comprensoriale, noi come amministrazione comunale siamo chiamati a dare a queste persone un’adeguata sistemazione, si dovrà pensare al loro inserimento e a garantire loro un’assistenza dignitosa”.

Come è stata accolta la notizia dell’arrivo dei richiedenti asilo?

“Le riserve nei confronti dell’accoglienza dei profughi non sono mancate anche qui da noi, a Varna. Siamo comunque convinti che un’assistenza efficace e l’avvio di un efficace processo di integrazione possano realizzarsi solo se, a una puntuale ed esauriente azione di informazione, si uniscono la necessaria comprensione e il concreto aiuto e sostegno da parte della popolazione”.

Avete in mente dove sistemare i richiedenti asilo?

“Come comune al momento non disponiamo di strutture, in quanto la vecchia caserme Verdone è in parte occupata da aziende locali al piano terra. Nella parte superiore ci sarebbe anche la possibilità di sistemare queste persone, ma la Provincia dopo una visita ha considerato i lavori di risanamento troppo costosi per poterci fare vivere della gente”.

Quali sono le alternative?

“Dobbiamo affidarci alle strutture dei privati e al buon cuore dei cittadini affinché mettano a disposizione strutture e locali in disuso. Se anche in questo caso non si dovesse trovare una soluzione, saremmo costretti ad organizzare dei moduli-container”.

Pensate di impiegare queste persone?

“Certo. Abbiamo la nostra responsabile, nonché assessore al sociale Anna Kainzwaldner Öttl, che si occuperà della possibilità di integrare queste persone nel mondo lavorativo facendole collaborare ad esempio con il personale del Comune. È importante che queste persone facciano la loro parte nella comunità”.

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