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BOLZANO. I calabroni europei sono molto meno pericolosi di quanto si pensi e svolgono un ruolo fondamentale per l'equilibrio dell'ambiente. A ricordarlo sono la Federazione Ambientalisti e il Naturschutzbund Österreich, che invitano a superare i luoghi comuni su questi insetti. Lontani dall'immagine di animali aggressivi, i calabroni autoctoni tendono infatti a evitare il contatto con l'uomo e sono preziosi alleati nella lotta naturale contro numerosi parassiti che infestano giardini, orti e coltivazioni.
Le larve dei calabroni si nutrono esclusivamente di altri insetti e una colonia può catturare fino a mezzo chilo di prede al giorno. Vespe, mosche, coleotteri e altri parassiti vengono utilizzati come alimento per la crescita delle larve, contribuendo così a mantenere l'equilibrio dell'ecosistema. Gli esemplari adulti, invece, si cibano soprattutto di nettare, frutta caduta e linfa vegetale e, a differenza delle vespe, non sono attratti da carne o cibi zuccherati. Per questo motivo difficilmente disturbano pranzi all'aperto, picnic o grigliate.
Secondo alcuni studi, i calabroni sarebbero persino in grado di riconoscere i volti umani e di abituarsi alla presenza delle persone. Se qualcuno si avvicina troppo al nido possono effettuare brevi voli di avvertimento, ma nella maggior parte dei casi basta allontanarsi di qualche passo perché tornino immediatamente alle loro attività. Anche la loro puntura è spesso sopravvalutata: gli esperti spiegano che non è più pericolosa né più dolorosa di quella di un'ape o di una vespa, salvo nei casi di persone allergiche, per le quali sono consigliati test specifici.
Gli ambientalisti ricordano inoltre che i calabroni europei non costruiscono il nido nello stesso luogo per due anni consecutivi e che, se un nido crea problemi per la vicinanza alle abitazioni, è opportuno rivolgersi a personale specializzato per una rimozione rispettosa della specie. La vera minaccia arriva invece dal calabrone asiatico e dal calabrone gigante asiatico, specie invasive che si stanno diffondendo anche in Europa. Pur non essendo più aggressive verso l'uomo, rappresentano un grave pericolo per le api selvatiche e le api mellifere, mettendo a rischio biodiversità, impollinazione e l'equilibrio degli ecosistemi.


