BOLZANO. «In occasione della Giornata dell'Autonomia che si celebra domani, i miei auguri più sinceri alle Province autonome di Trento e di Bolzano, ai presidenti Fugatti e Kompatscher e per loro tramite a tutti i cittadini trentini e altoatesini», così il ministro per gli affari regionali e le autonomie Roberto Calderoli, in una lettera di auguri dedicata alla Giornata dell'Autonomia.

«Il 5 settembre è un giorno storico che ci vede ricordare con piacere la firma dell'Accordo di Parigi, che pose la basi dell'autonomia delle due Province. Seppur da cittadino lombardo, nella mia esperienza politica e personale anche io ho avuto modo di conoscere e apprezzare il valore dell'autonomia del Trentino-Alto Adige e la cosiddetta "cultura della specialità", che in molti invidiano e che darebbe certamente rinnovato impulso anche alle amministrazioni centrali. Il mio impegno in difesa delle autonomie, e in particolare di quelle speciali, fa parte della mia storia politica ed è testimoniato da un lavoro svolto da decenni in questa direzione. Ho avuto il privilegio di ricoprire l'incarico di presidente della Commissione dei Sei nel 2021 e ora quello di ministro per gli affari regionali e le autonomie, che mi ha garantito anche un osservatorio privilegiato sulle potenzialità che quest'ultima ha da offrire», scrive Calderoli.

«Non è un mistero che il Trentino-Alto Adige sia un territorio virtuoso e che ciò sia frutto anche dell'autonomia speciale. Basti pensare alla crescita che ha visto protagonista proprio l'Alto Adige: da territorio con alta emigrazione, basso pil pro capite e cronica dipendenza dal mantenimento da parte dello Stato; grazie allo statuto speciale invertì questa condizione e diventò un territorio primo per crescita del pil a livello italiano, anche in rapporto all'Austria. Inoltre più entità regionali e provinciali sono arrivate ad avere un residuo fiscale negativo, ovvero fanno introitare a livello regionale di più di quello che la Repubblica garantisce in termini di servizi. Ricordo anche che queste realtà godono di crescita demografica, occupazione in percentuali altissime e soprattutto apprezzamento da parte dei cittadini per i servizi resi. Insomma, le Regioni a statuto speciale, e in particolare quelle virtuose, dovrebbero essere prese ad esempio non solo per la condizione attuale ma anche per la crescita e lo sviluppo che hanno interessato tutti i parametri riferibili a quel territorio. Proprio guardando anche questo esempio concreto, porto avanti con convinzione la sfida per regalare questo strumento prezioso a tutto il Paese. Una riforma che potrà permettere di esportare i principi del modello trentino e altoatesino in Italia e, al tempo stesso, assicurare anche ai territori a Statuto Speciale un percorso per il ripristino di competenze erose nel corso degli anni. In conclusione, mi unisco quindi a tutti voi nei festeggiamenti per i traguardi raggiunti e per le prospettive future, assicurando il mio impegno convinto e determinato per l'autonomia. Oggi, come allora, sono i traguardi raggiunti e le prospettive future che nella Giornata dell'Autonomia si vogliono celebrare», conclude il ministro.