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BOLZANO. Niente tregua. L'estate torrida ha davanti un vasto asse di avanzamento che si configura, plasticamente, con un dato: oggi, domani e anche dopo i 39 gradi saranno i nostri accompagnatori quotidiani. "Solo nel fine settimana - pronostica Dieter Peterlin (nella foto piccola) - le temperature scenderanno, pur se di poco".
Ma non illudiamoci. La decrescita non sarà felice: si starà intorno ai 35 gradi di media. E non solo nei picchi. Questo significa che la percezione sfilerà sempre accanto al reale dato numerico, accompagnando il prossimi giorni e valicando anche la trincea della prossima settimana. "Saremo più o meno sui livelli di questa" anticipa chi osserva l'andamento climatico dall'ufficio meteorologico provinciale.
Con una certezza: questa è l'estate più calda mai registratasi nello "storico" delle rilevazioni.O forse no:«"Il record assoluto era stato toccato nel 2003 - aggiunge l'esperto - ma si era trattato di un picco. E limitato nel tempo».
Sul piano della realtà, questo significa che se i "picchi" allora configuratisi in singole giornate, in particolare in una, sono stati simili a questi che stiamo vivendo, la particolarità della lunga estate torrida 2026 sta nella linea che non demorde e che sfiora costantemente da settimane i 40 gradi.
Ecco la specifica. «Aspettiamo fine agosto, termine standard della stagione - commenta Peterlin - per fornire un dato complessivo da poter porre a paragone con gli altri ma si ha ormai la certezza che questo che stiamo vivendo è un fenomeno record». Mai si erano infatti affacciate ben quattro ondate di calore. La prima con i picchi già in tarda primavera e poi nelle successive ondate in giugno, in luglio ed ora in agosto. La loro presenza senza pause fornisce il senso scientifico del record, vale a dire i picchi che si stabilizzano.
E dunque perdono la possibile configurazione lessicale per diventare norma. E se la norma parla di temperature che costantemente di pongono sui livelli dei "picchi" del passato il 2026 passerà alla storia come il primo anno di una rivoluzione climatica che ha mostrato la sua clamorosa presenza, da tutti percepibile.Ma cosa accadrà dopo ferragosto? «Di solito e scavallata quella data si "rompe" la stagione - anticipa Peterlin - ma in questo caso la possibile previsione, che di solito è di massima quando supera le due-tre settimane, ci parla di una estate che avrà una lunga coda».
Come un serpente che si dipana anche oltre la fine di calendario è possibile che avremo un autunno altrettanto caldo, non sui livelli di questi giorni ma comunque anomalo rispetto al passato. Siamo in sostanza dentro un passaggio che viene studiato con attenzione a tutti i livelli perché la costanza delle temperature record fa diventare record non un giorno o una settimana ma tutta una stagione con riversamento su quella successiva.
«È la prima volta che chi confronta i dati dell'oggi sugli storici si trova di fronte a questo fenomeno» ammette lo studioso del servizio provinciale. E le conseguenze sono sull'intero corpo sociale: «Noi sappiamo cosa consigliare in questi casi - spiega ancora - ma l'accelerazione dei picchi non può non avere impatti superiori alle scorse stagioni negli anziani, nei ricoveri ospedalieri, sul lavoro, anche a causa di un altro fenomeno - conclude - vale a dire le notti dove le temperature non scendono come al solito procurando insonnia e stanchezza nel corso del giorno successivo». Intanto gli esperti invitano a non abbassare la guardia.
Le ore più calde della giornata restano quelle da evitare per le attività all'aperto, soprattutto per anziani, bambini e persone fragili. Fondamentale bere con regolarità, limitare gli sforzi fisici e mantenere gli ambienti il più possibile freschi.


