BOLZANO. Caos primari, che pasticcio. Sulla questione interviene il presidente Arno Kompatscher, assessore alla Sanità: «La sentenza sulle procedure di nomina dell’Azienda è recentissima e deve essere ancora studiata a livello tecnico per capirne gli effetti concreti sui rapporti in essere. Lo stanno facendo i tecnici Asl - con l’aiuto di qualche esperto esterno - su richiesta del direttore generale, Florian Zerzer». Gli interessati sono più che preoccupati: «Che ci dicano se dobbiamo rifare il concorso o no». Enrico Bertelli, presidente del sindacato dei primari Anpo, commenta così: «Ci troviamo in un guado scomodo. La scelta di Provincia e Asl di muoversi in questo ambito in autonomia rispetto al contesto nazionale non ha portato frutto. L'incertezza normativa rende molti colleghi incerti sul proprio presente e futuro professionale». Non va bene.

Il pasticcio
Al centro della questione i primari nominati dall’Asl tra l’11 maggio 2017 ed il 13 settembre 2021 (in tutto circa un ventina) che rischiano di rifare il concorso. Nel 2022 la Corte Costituzionale ha dichiarato - infatti - l’illegittimità costituzionale della legge provinciale con la quale erano stati nominati. E adesso la sentenza della Corte di Appello di Trento - sezione lavoro - sulla mancata nomina di Corrado Carbucicchio a primario di Cardiologia dell’ospedale di Bolzano, li fa tremare. Il pronunciamento oltre a stabilire a favore del medico un risarcimento di 37.950 euro, prevede che da giugno l'Asl versi allo specialista un importo ulteriore di 3.450 euro al mese «fino all'indizione di una nuova procedura di selezione». In estrema sintesi, il concorso effettuato in precedenza andava rifatto allo scadere dei primi cinque anni di mandato, perché la commissione giudicatrice è stata nel frattempo dichiarata illegittima dalla Corte costituzionale. Il rischio è che adesso l’Asl, se non agisce in tempi rapidi, si ritrovi con un’indagine della Corte dei conti per danno erariale. Molti dei primari nominati tra il 2017 ed il 2021 sperano che nessun medico faccia ricorso. Ma sembrerebbe non servire la presentazione di uno specifico ricorso, perché il principio è di carattere generale: se una nomina è stata fatta sulla base di una legge poi annullata, è automatico che alla scadenza del relativo incarico quella stessa nomina (previo concorso) debba essere rifatta.

Bertelli (Anpo): « Chiarezza»
«Non sono un giurista, tantomeno un giuslavorista, e mi è quindi impossibile prendere posizione su questo specifico quesito, che riguarda una materia molto controversa, anche per chi è tecnicamente competente». Così Enrico Bertelli, primario di Oculistica al San Maurizio. «Va preso atto però che la scelta di Provincia e Asl di muoversi in questo ambito in autonomia rispetto al contesto nazionale non ha portato frutto. Ci troviamo infatti in un guado scomodo, dove l'incertezza normativa rende molti primari incerti sul proprio presente e futuro professionale, mentre blocca la progettualità di Assessorato e Azienda. Molti progetti in sanità trovano infatti una definizione operativa con la selezione di un primario che abbia i giusti requisiti per portarli a termine. Credo che la priorità debba essere ora definire al più presto una norma giuridicamente incontestabile per i prossimi concorsi, e con essa procedere alla loro esecuzione. Dopo questi ulteriori pronunciamenti giudiziari - conclude Bertelli - l’Anpo con i suoi iscritti attende dalla Direzione generale una informazione chiara e completa sui concorsi già eseguiti secondo la normativa contestata, e in particolare su quali criticità presentino i loro esiti, a tutela di tutti coloro che con essa, purtroppo, hanno dovuto misurarsi».