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BOLZANO. «Ce l'abbiamo fatta. Posso dire che tutto è stato già pianificato ed entro aprile le case di riposo che gestiamo - Don Bosco (170 posti), Villa Armonia (87) e Villa Europa (96) - non avranno più un letto libero. I 76 posti di Villa Serena, per esempio, sono già al completo. L'ho saputo ieri mattina».
Liliana Di Fede, direttrice dell'Azienda servizi sociali (Assb), parla di un obiettivo che non era affatto scontato. «Su un totale di 429 letti disponibili nelle varie residenze ne avevano una quarantina di vuoti per carenza di personale che in queste settimane sono stati quasi tutti coperti grazie all'esternalizzazione dei servizi alla cooperativa sociale Sos. È stato un lavoro lungo e complesso ormai in dirittura d'arrivo con il quale riusciamo a dare una prima importante risposta alla città, alle persone che sono in attesa. Torno a ripetere che a Bolzano, visto l'invecchiamento della popolazione, ci vorrebbero almeno duecento posti letto in più. Ne servirebbero anche duecentocinquanta per dare una risposta alle persone con punteggio alto, per le quali l'ammissione in una residenza sarebbe soluzione idonea se non necessaria. Ci servirebbe subito almeno una casa di riposo siamo in attesa dei centocinquanta che saranno realizzati vicino a piazza Nikoletti, nell'area Rosenbach - ex Mignone. L'ideale però sarebbero due».
Reperire personale nell'ambito della Sanità e del Sociale oggi è un'impresa. «Sì, assoluta. La cooperativa sociale Sos, che già ci fornisce il servizio infermieristico in tutte e quattro le case di riposo, ha aderito alla nuova co-progettazione, che la normativa ci consente, per la pianificazione e la gestione di servizi. In sintesi oltre agli infermieri ci vengono forniti anche operatori sociali - mi riferisco ad operatori socio sanitari (Oss) e ad operatori socio assistenziali (Osa). Figure che ci hanno permesso di attivare finalmente i letti che ci mancavano e che erano vuoti. Si tratta di personale fondamentale per l'assistenza, l'accompagnamento, la cura fisica dei nostri ospiti. Preziosi perché attenti anche all'aspetto relazionale».
Innovazione, nuovo dispositivo
La direttrice Di Fede spiega che un grande supporto al personale, arriva anche dall'evoluzione dei servizi assistenziali.«Fondamentale per facilitare, alleviare il carico di lavoro ed ovviamente fornire una migliore assistenza agli ospiti».
In quest'ottica ieri alla casa di riposo Don Bosco è stato presentato da Assb il nuovo dispositivo Syren Linaus Acqua Warmi Plus che spruzza piccole gocce di acqua e consente di lavare gli anziani senza bisogno di farli alzare dal letto. «Sistema - spiega l'assessore al sociale Juri Andriollo - adottato al secondo piano della residenza dove sono ricoverati 42 ospiti ad elevato bisogno assistenziale infermieristico. La nuova tecnologia progettata per migliorare il comfort, l'igiene e il benessere dei pazienti, consente un'assistenza più efficace, riduce lo stress per residenti e operatori e garantisce standard qualitativi sempre più elevati. Abbiamo noleggiato i primi quattro apparecchi per Don Bosco ed abbiamo intenzione di estendere il servizio in tutte le altre strutture». Il dispositivo consente inoltre di ridurre i tempi per l'igiene (da mezz'ora a 15 minuti), risparmiare acqua (da 4 litri a residente a mezzo litro) e utilizzare meno asciugamani e panni monouso. Intervenuti alla presentazione Alessandro Borsoi (direttore Ufficio strutture residenziali e semiresidenziali) e Cristiana Zainea (responsabile tecnico-assistenziale). Carlo Alberto Librera, responsabile della Ripartizione Servizi alla comunità locale, ricorda che per migliorare la sicurezza e la qualità di vita degli ospiti, negli ultimi mesi sono stati installati nelle singole residenze di Assb, sistemi di AAL che sta per "Ambient Assisted Living". «Tecnologie in grado di migliorare la sicurezza e facilitare la comunicazione con gli operatori sanitari. Mi riferisco per esempio a segnalazioni di allarme, segnalazioni di caduta e di presenza».©RIPRODUZIONE RISERVATA


