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BOLZANO. La procedura di appalto adottata per il centro Biathlon di Anterselva per le Olimpiadi 2026 suscita la reazione di lvh.apa, che manifesta delusione e rabbia al contempo. "Invece della promessa riduzione della burocrazia e della semplificazione delle procedure di appalto, l'amministrazione provinciale richiede certificazioni di qualità ancora più estese e costose", afferma il presidente di Confartigianato impresa Martin Haller.
"Sembra che l'amministrazione provinciale abbia fatto solo promesse e non abbia alcuna intenzione di semplificare effettivamente le procedure di gara. Le certificazioni richieste non solo comportano un onere inutile per le aziende coinvolte, ma rappresentano anche un ostacolo considerevole e spesso ingestibile, soprattutto per le aziende più piccole. Questa pratica contraddice l'idea di base di una concorrenza equa e inclusiva", sottolinea Haller. L'associazione lvh.apa chiede quindi con urgenza delle alternative nelle pratiche di appalto del settore pubblico: “Invece della mania della certificazione, si dovrebbero sviluppare criteri di qualità semplici, chiari e soprattutto sensati, che permettano a tutte le aziende - indipendentemente dalle loro dimensioni - di partecipare alle gare d'appalto pubbliche. Questo non solo rafforzerebbe la competitività dell'economia locale, ma contribuirebbe anche a una reale riduzione della burocrazia”.
Per raggiungere questo obiettivo, lvh.apa propone di aprire una discussione con tutti i rappresentanti delle imprese, al fine di sviluppare congiuntamente criteri pratici ed efficienti per l'assegnazione degli appalti pubblici: "È ora di rimettere al centro dell'attenzione la qualità e le prestazioni, piuttosto che processi di certificazione burocratici che alla fine non servono a nessuno".


