TRENTO. Per Chico Forti si apre una nuova fase del percorso di esecuzione della pena. Il Tribunale di sorveglianza di Venezia ha accolto la richiesta di semilibertà presentata dalla difesa dell’ex imprenditore trentino, detenuto nel carcere di Montorio, a Verona. La decisione è arrivata oggi, lunedì 21 settembre, a pochi giorni dall’udienza nella quale Forti era comparso davanti al collegio per chiedere una misura alternativa alla detenzione.

La semilibertà consentirà a Forti di trascorrere fuori dal carcere una parte più ampia della giornata, per svolgere attività lavorative, formative e di reinserimento sociale, con l’obbligo di rientrare in cella la sera. Finora poteva già uscire dalla struttura in giorni e orari prestabiliti per lavorare, svolgere attività di volontariato e incontrare la madre a Trento. Con la nuova misura, gli spazi di libertà vengono dunque ampliati.

Forti, 67 anni, è detenuto in Italia dal maggio 2024, dopo il trasferimento dagli Stati Uniti. È stato condannato all’ergastolo in Florida per l’omicidio di Dale Pike, ucciso a Miami nel febbraio 1998. Forti ha sempre sostenuto la propria innocenza rispetto all’omicidio per il quale è stato condannato.

Negli ultimi mesi il percorso penitenziario dell’ex imprenditore trentino aveva già registrato alcuni passaggi verso una maggiore apertura all’esterno. Dal dicembre 2025 gli era stato consentito di lavorare fuori dal carcere, nell’ambito di un contratto di 40 ore settimanali presso un’azienda agricola veronese, oltre a svolgere attività di volontariato. Aveva inoltre frequentato un corso di formazione professionale per pizzaioli.

Proprio il comportamento tenuto durante l’ultimo periodo di detenzione, insieme al lavoro, al volontariato, alla formazione e alle attività svolte all’esterno, era stato al centro delle argomentazioni della difesa durante l’udienza. L’avvocato Alessandro Favazza aveva illustrato al Tribunale il percorso compiuto da Forti e gli elementi che, secondo la difesa, avrebbero dovuto sostenere la richiesta di semilibertà.

La decisione arriva dopo un precedente passaggio davanti alla magistratura di sorveglianza. Nel settembre 2025 era stata respinta la richiesta di libertà condizionale presentata dalla difesa. Contro quella decisione era stato presentato ricorso in Cassazione, successivamente respinto.

Ora il quadro cambia. La semilibertà rappresenta un ulteriore passaggio nel percorso di reinserimento sociale di Forti, ma non equivale alla fine della pena: l’obbligo di rientro in carcere rimane infatti parte della misura.

Intanto è già fissato il prossimo appuntamento giudiziario. Il 24 febbraio 2027 è prevista l’udienza per valutare la richiesta di libertà condizionale, che rappresenterebbe un ulteriore passaggio rispetto alla situazione attuale.

Per Forti, dunque, dopo oltre venticinque anni trascorsi nelle carceri statunitensi e il rientro in Italia nel 2024, la decisione di oggi segna un nuovo ampliamento delle possibilità di vita e attività al di fuori della struttura penitenziaria, pur mantenendo l’obbligo di rientro serale in carcere.