PHOTO
BOLZANO. Chiesa e abusi, un altro passo avanti. Hanno sentito le parole del vescovo Ivo Muser, hanno capito che si potevano finalmente fidare e più di venti persone hanno trovato il coraggio di parlare.
Il report di fine gennaio
A fine gennaio la Diocesi ha reso pubblico il report sugli abusi commissionato ad uno studio di Monaco di Baviera che accusa 41 sacerdoti di abusi su 59 persone.«Da quell'annuncio - dice don Goffried Ugolini, responsabile del Servizio tutela minori della diocesi - il nostro Centro di ascolto ha ricevuto una ventina di nuove segnalazioni. Tante per un tempo cosi breve, ci aspettiamo che ne arrivino altre». Ulteriori testimonianze sono pervenute attraverso altri indirizzi di contatto. «Le donne risultano più colpite, poi gli uomini. Le persone che ci hanno contattato hanno più di 60 anni. La maggior parte dei casi che ci sono stati segnalati si è verificata fra 30 e 60 anni fa a cavallo tra gli anni '60 e '90. Alcune persone ci hanno detto "fate bene a fare questo lavoro perché le vittime sono molte di più di quelle uscite allo scoperto". In due differenti casi, due di loro hanno raccontato che nella classe che frequentavano molte altre ragazze avevano subito abusi, ma non avevano mai parlato. Ricordiamo che ogni segnalazione viene trattata con competenza e riservatezza e viene inoltrata ai nostri uffici competenti o ai riferimenti delle comunità religiose. Le persone colpite ricevono, a seconda della necessità, un sostegno psicoterapeutico, legale e spirituale».
Il vescovo durissimo
Ivo Muser è stato fin da subito chiarissimo e durissimo. «In passato è successo, non si ripeterà mai più. Gli abusi dei religiosi non saranno mai più coperti ed i responsabili trasferiti, nel silenzio, da una parrocchia all'altra. Non possiamo distogliere lo sguardo. Dobbiamo cambiare passo». «Ed alcuni giorni fa - riprende don Ugolini - il vescovo ha ribadito alla formazione permanente del clero l'importanza dell'operazione trasparenza».
Esame su 14 sacerdoti
La diocesi ha iniziato la fase dell'elaborazione del report: un gruppo interdisciplinare di esperti (tre esterni e tre interni, tra cui un'avvocata, una psicoterapeuta e uno psichiatra) sta esaminando la situazione dei 14 sacerdoti ancora in vita accusati di abusi e sta elaborando misure da sottoporre alla decisione del vescovo. «I religiosi coinvolti sono nella maggior parte anziani - continua don Ugolini - e da tempo non più in servizio. L'esame di ogni singolo caso è complesso e richiede un approccio differenziato. Finora il gruppo di esperti si è riunito tre volte ed ha esaminato la situazione di sei religiosi».
Il divieto di dire messa
Le misure possibili includono il divieto di celebrare messa in forma pubblica, l'accompagnamento psicologico, la restrizione delle attività pastorali, in particolare nel contatto con bambini e giovani, il monitoraggio da parte di persone incaricate e i loro feedback regolari. I sacerdoti accusati sono informati delle misure e obbligati a rispettarle. Informati i responsabili delle comunità parrocchiali e delle organizzazioni interessate.A chi rivolgersiL'appello del vescovo è di non aver paura e di farsi avanti. Per domande, richieste di supporto, sono disponibili i seguenti contatti: Sportello della diocesi per i casi di abusi 348 37 63 034email: ombudsstelle.sportello(at)bz-bx.net V.F.


