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BOLZANO. C'è un negozio di maglieria, in via Vicenza 29, che per sei decenni ha rappresentato più di una semplice attività commerciale. È stato un laboratorio, un luogo di insegnamento, ma anche un punto di riferimento per il quartiere. Dietro al bancone, sempre disponibile, Nella Malatesta che oggi si prepara a chiudere la sua attività. Una storia iniziata da giovanissima e costruita, passo dopo passo, quasi interamente da sola. «Ho cominciato a fare la sarta da molto giovane: a 12 anni andavo da una signora che mi insegnava i trucchi del mestiere. Ciò che mi ha mosso, dall'inizio, è stata la passione», ricorda.
Prima ancora del negozio, infatti, c'era una semplice macchina da cucire a casa. «Un tempo avere un negozio era considerato da signori, non c'erano grandi possibilità. Così cominciai a casa», spiega. La svolta arriva all'inizio degli anni Sessanta. Il locale di via Vicenza era gestito da una signora, e Nella, conoscendola, decise di fare il grande passo. «Mi telefonò per dirmi che si era liberato il negozio, e non esitai un secondo ad accettare», racconta.
All'inizio quello spazio è principalmente un laboratorio. Il lavoro cresce e con esso anche l'attività: Nella Malatesta arriva ad avere 14 dipendenti e a collaborare con diversi negozi d'abbigliamento in centro a Bolzano. Oltre alla qualità, c'è un altro aspetto a cui tiene particolarmente: trasmettere il suo sapere agli altri. «Mi recavo nelle scuole, per cercare di far appassionare i giovani a questo mestiere. Durante l'orario di lavoro andavo e insegnavo agli studenti a lavorare con macchina da cucire», ricorda.
Una professionalità costruita su due pilastri. «Ho sempre avuto buon gusto e qualità dei capi», racconta fieramente. Una scelta che, secondo lei, ha fatto la differenza. «I clienti sapevano - racconta la commerciante - che qui trovavano prezzi di 10 euro più alti, però capiva il lavoro e il valore che c'erano dietro. In 60 anni non ho mai visto un cliente riportare indietro un capo». A scegliere il suo negozio erano anche clienti provenienti da fuori Bolzano. «Venivano giù dalle valli solo per comprare qualcosa», sottolinea.
Poi però, iniziano a nascere i primi centri commerciali e il commercio online acquista sempre maggiore rilevanza. «Questo modo di acquistare ha rovinato il mercato dell'artigianato». E per le piccole attività, spiega, «è diventato sempre più difficile andare avanti».
Una vita trascorsa dietro al banco, tra gomitoli di pregiata lana, aghi e tagliacuci, che tuttavia non ha mai percepito come una fatica. «Ho lavorato tanto, ma non mi è mai pesato. Ogni mattina mi svegliavo con la voglia di venire a fare ciò che amavo. La gioia di svolgere questo mestiere», ricorda commossa. Questo anche quando significava arrivare molto presto: «Mi presentavo anche alle sei di mattina, perché quando ti assumi un impegno con un cliente, lo devi rispettare».
Ora quel capitolo sta giungendo al termine. Ma Nella Malatesta non sembra voler parlare di rimpianti. Piuttosto, di una passione che l'ha accompagnata dall'età di 12 anni, e che mai la abbandonerà.


