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BOLZANO. In Alto Adige ci si sposa più che nel resto d'Italia. Lo si fa a giugno, molto spesso con rito civile, qualche volta dopo un divorzio. In più di un caso su quattro almeno un componente della coppia è straniero. In ogni caso, ci si sposa sempre più tardi, nella seconda metà dei trent'anni. È l'identikit che emerge dall'ultima pubblicazione Astat, uscita ieri, relativa ai dati del 2024.
Dati che confermano il trend positivo altoatesino degli ultimi vent'anni. L'anno scorso sono stati celebrati 2.204 matrimoni, in aumento del 19,8% rispetto al 2005 e rispetto al dato medio dell'ultimo decennio (2.150). Ma se il tasso di nuzialità supera la media nazionale, non si può dire lo stesso per i matrimoni celebrati in chiesa, appena il 24,2% contro il 41,1% a livello nazionale.
Il tasso di nuzialità è di 4,1 matrimoni per 1.000 abitanti, leggermente superiore alla media di lungo periodo (3,9 su 1.000 nel 2005), superiore alla media nazionale (2,9 nel 2024, come in Trentino) ma inferiore ai valori 2023 registrati in Austria (5) e in Svizzera (4,2). Si registrano, inoltre, 22 unioni civili tra persone dello stesso sesso, di cui 14 tra donne e 8 tra uomini, in leggero calo rispetto al 2023 (31 coppie).
Il dato più alto risale al 2017, con 51 unioni, e una media stabile (tra 20 e 30 coppie) negli ultimi quattro anni. Il mese con il maggior numero di matrimoni nel 2024 è giugno con 363 celebrazioni, seguito da maggio (338) e settembre (311). Il periodo compreso tra novembre e febbraio risulta invece quello meno scelto per sposarsi. Il 75,8% dei matrimoni celebrati in Alto Adige è di tipo civile (1.670, media nazionale 58,9%), mentre il 24,2% avviene con rito religioso (534).
La diffusione del matrimonio civile risulta particolarmente elevata nei centri urbani: a Bolzano riguarda l'89,8% dei matrimoni (290 su 323), a Merano l'85,5% (141). I valori percentuali scendono nella comunità comprensoriale Salto-Sciliar (61,2%), in val Pusteria (71,8%) e in alta valle Isarco (72%).
L'anno scorso sono stati celebrati 1.757 matrimoni tra coniugi entrambi al primo matrimonio. Le seconde nozze, cioè i matrimoni in cui almeno uno dei coniugi è già stato sposato in precedenza, sono state 447 e rappresentano il 20,3% del totale. In un caso su tre lo sposo era divorziato e la sposa nubile, e viceversa nel 29,1% dei casi. Il 32% delle seconde nozze è avvenuto tra due persone divorziate.
Ci si sposa sempre più tardi, in media cinque anni dopo rispetto al 2004. E così, nel 2024 l'età media al primo matrimonio è pari a 38,9 anni per gli uomini e a 36 per le donne. Considerando anche i secondi matrimoni, l'età media sale a 41,4 anni per gli uomini e a 38 per le donne. Calano i matrimoni misti: l'anno passato sono stati il 13,3%, in numeri assoluti 293 (12 in meno rispetto al 2023).
Nella distribuzione uomo-donna, risultano ancora preponderanti le unioni in cui è la donna ad avere la cittadinanza straniera (175 spose e 118 sposi stranieri).Quasi la metà della popolazione maggiorenne è sposata. Delle 442.491 persone maggiorenni residenti in Alto Adige, 181.902 (41,1%) risultano nubili o celibi, il 6,6% sono vedove e il 4,6% divorziate.
Tra le persone con meno di 40 anni, il 20,6% risulta coniugato e la quota di donne sposate (25,5%) è significativamente superiore a quella degli uomini (16,1%). Oltre i 40 anni di età aumenta l'incidenza delle persone coniugate, cioè il 55,8% delle donne e il 63,8% degli uomini.
I paesaggi dell'Alto Adige si confermano uno scenario apprezzato da molte coppie straniere: l'anno scorso sono stati scelti da 300 coppie, di cui 65 si sono sposate nel Burgraviato e 48 in valle Isarco, i luoghi preferiti dagli sposi stranieri. Il dato copre il 13,6% delle cerimonie in provincia.


