BOLZANO. Gianni Pontarelli, medico di famiglia a Bolzano e responsabile dell'ambulatorio "cure primarie" al Pronto soccorso, è stato tra i primi a vaccinarsi. «Non esisteva una cura standard, nessun protocollo. Ho perso sette pazienti, tutti anziani, non si può morire così. Ho preso il Covid da uno di loro e ho temuto di non farcela».

Quando è iniziata la paura?

Vedevo le immagini che arrivavano dalla Cina con la gente che cadeva a terra fulminata, sembrava fantascienza. A marzo 2020 ho preso il Covid e sono andato in ospedale a fare la Tac. Ho visto i tendoni allestiti all'esterno del Pronto soccorso e decine di letti con i pazienti attaccati al respiratore. Lì ho capito ed avuto paura. Molta paura.

Come ha fatto con i pazienti?

Ci bombardavano di telefonate e di richieste di aiuto. Avevo detto loro di non venire in ambulatorio, se stavano male. Avrebbero fatto ammalare gli altri, ma l'hanno fatto lo stesso. E purtroppo tra i tanti che si sono ammalati, sette sono morti, erano tutti over 80. Un giorno, era venerdì 13 marzo 2020, arriva in studio un paziente di 84 anni che pochi giorni dopo è morto di Covid. Stava male, aveva febbre, tosse, l'ho visitato con la mascherina Ffp2 ma la protezione non è bastata. Il virus è passato lo stesso. Pochi giorni dopo mi è venuta la febbre a 39. Stavo malissimo. Sono andato a farmi visitare al pre-triage del San Maurizio, dove mi hanno sottoposto a tampone, fatto i raggi al torace e controllato l'emogas. È emerso che avevo il virus ed una lesione polmonare. Sono tornato a casa e mi sono curato col Plaquenil a base di idrossiclorochina - un potete antimalarico che all'inizio funzionava molto bene contro l'infezione - e un antibiotico. Non c'erano protocolli di cura, si andava per tentativi. La malattia è stata dura. Ho avuto pesanti problemi polmonari, ma non ho mai avuto bisogno dell'ossigeno per respirare, incubi notturni non raccontabili, la febbre che era scesa al decimo giorno, mi è risalita a più di 38. Mi sono spaventato ed ho pensato al mio paziente che non ce l'aveva fatta. Poi man mano che passavano i giorni la situazione ha iniziato a migliorare ed io a stare meglio. Dopo un mese sono tornato al lavoro, ma per sei mesi ero uno straccio.

A dicembre 2020 i primi vaccini, cosa ricorda di quei giorni?

Era il 27 dicembre 2020 e sono scattate le prime immunizzazioni al personale sanitario. Finalmente eravamo alla svolta. A gennaio 2021 abbiamo iniziato a immunizzare anziani e fragili, ricordo che sono andato a lavorare nei centri vaccinali. La popolazione si metteva in coda perché aveva paura. Non c'erano ancora i no vax.

Il Covid l'ha cambiata? Sì. Parlo da medico e da paziente. La malattia mi ha trasformato profondamente e mi ha insegnato a vivere qui ed ora.